Mattina limpida – Racconto

Mattina Limpida è nato per un contest letterario indetto dall’associazione culturale Libro Aperto qualche anno fa dal titolo Scrivo… Dunque. Ho scritto il racconto ma non l’ho presentato al contest perchè il metodo scelto per il voto era basato sul numero di Like ricevuti sulla pagina Facebook dell’associazione. Ho deciso di convertire Mattina Limpida in un racconto interattivo, anche se più che un racconto è uscita fuori una playlist che omaggia, tra gli altri, i primi Placebo, quando ancora avevano senso.

burundanga
Illustrazione di Giba Giba/Giuseppe Barillaro

Mattina Limpida

È tutto pronto. Solo in casa, luce soffusa, posacenere vuoto -pronto a essere riempito-, manca solo un ultimo dettaglio: la musica di sottofondo. Animerà la mia ispirazione, le note riprodotte in modalità random dal mio lettore mp3 mi suggeriranno un messaggio da trasmettere per il concorso “Scrivo… Dunque”.

Canzone dei Calla, Rise. Maledetto indie. Non posso inventarmi una storia che abbia come tema la scrittura ispirandomi da un pezzo mediocre, di un gruppo che si chiama Calla, conosciuto solo da me e dai familiari dei componenti della band. Aspetterò il prossimo brano. Canzone dei Farfarlo, Harold T. Wilkins, or to wait for a very long time. Decisamente oggi non è proprio giornata. I Fanfarlo sono forse meno sconosciuti dei Calla e magari un po’ più allegri, ma non posso scrivere un racconto di al massimo 5000 battute ispirato da una canzone il cui titolo ne spreca già 49. Aspetterò il prossimo brano. Canzone dei New Order, Your Silent Face. Stiamo decisamente migliorando. Band alternativa ma piuttosto nota, con storia importante alle spalle visto che si sono formati in seguito allo scioglimento del loro gruppo precedente, i Joy Division. Pensandoci bene non posso iniziare un racconto ispirato da una band con una storia così importante; cadrei sicuramente nel banale citando continuamente gruppi mitici inglesi di anni settanta e ottanta. Forse ho bisogno di una canzone meno famosa e di una band non troppo importante. Aspetterò il prossimo brano. Canzone dei Cure, A Forest. Altro gruppo troppo noto. Passo. Sto perdendo troppo tempo, sto cercando un’ispirazione che molto probabilmente non arriverà perché non riuscirò a trovare la canzone giusta. Ho deciso, giuro che il prossimo brano sarà quello che mi darà il messaggio per il mio racconto.

Canzone dei Placebo, Pure Morning. Il filo conduttore della storia sarà l’amicizia. Il racconto parlerà di amici con cui fumare, di amiche sexi, di un buon amico giapponese, di altri che non scompaiono nel momento del bisogno, di un’amica col ciclo, di un altro che mi confessa che non mi abbandonerà mai. Una voce mi sta parlando di un’amicizia importante, una di quelle enfatizzate dall’alcool che trasforma improvvisamente i tuoi amici nelle persone più importanti della tua vita. Finalmente è arrivata la canzone che aspettavo; inizio a vedere chiaramente la storia scriversi da sola nei miei pensieri ispirati da quella voce. È tutto pronto. Solo in casa, luce soffusa, posacenere di nuovo vuoto e pronto ad essere presto riempito. Non ricordo la scadenza del concorso, meglio controllare prima di iniziare a dare vita ai miei pensieri. Cazzo è stasera! Ho solo un’ora di tempo per scrivere il racconto. Beh lasciamo stare, tanto mi sa che questa cazzata della canzone riprodotta in modalità random che ispira il racconto per il concorso non sarebbe piaciuta a nessuno. O forse sì. Intanto inizia una nuova canzone, Take you on a cruise degli Interpol, gran bel pezzo.

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