7 libri di autori britannici II

Oggi segnalo altri sette libri di autori britannici di cui ho parlato sul mio profilo Instagram, @mia_nonna_fuma.

In questo post troviamo: un romanzo di un autore che mi piace definire il Paul Auster britannico per come crea storie reali, ma a volte improbabili e guidate dal caos; una delle più belle penne della letteratura contemporanea, perlomeno per me; un’opera satirica che ho trovato esilarante; il secondo libro della penna straordinaria citata precedentemente; il ritorno brillante dell’autore di Trainspotting; il libro di uno degli scrittori inglesi in vita più acclamati da pubblico e critica; un romanzo di formazione bellissimo con protagonista il discendente di una famiglia indiana emigrata a Londra.

Due fratelli e due sorelle ancora minorenni e orfani di padre un giorno, all’improvviso, perdono anche la madre. Decidono poi di nascondere il cadavere della madre in casa e vivere da soli.
Questo è il preludio di una storia strana che Ian McEwan racconta con una prosa fluida, con dialoghi ambigui e aneddoti controversi che accompagnano il lettore lentamente verso un finale scioccante. ‘Il giardino di cemento’ è la prima opera del bizzarro mondo letterario dell’autore britannico.
Il romanzo racconta le storie di Amy e Ash che avvengono in momenti e luoghi diversi, storie stravaganti e affascinanti, che scorrono in parallelo ma si richiamano a vicenda. Amy, Ash e le loro famiglie eccentriche viaggiano per l’Inghilterra e la Scozia in un libro dove la storia passa quasi in secondo piano, grazie a una prosa che sembra poesia.
‘Like’ è l’esordio letterario di Ali Smith, bello come la libertà di Amy e la tenerezza di Ash, è un libro di un’autrice straordinaria da scoprire se non l’avete ancora letta.
Dio un giorno si rende conto del marciume che attanaglia la sua creazione, e rimanda Gesù sulla terra a ricordare all’essere umano il suo unico messaggio da rispettare: “fate i bravi”.
Gesù è costretto a lasciare la sua chitarra che suole strimpellare con Jimi Hendrix tra uno spinello e l’altro per ubbidire al volere del padre irato. Lui ci prova ancora una volta, ma l’essere umano è tuttora bieco e la sua missione è quasi impossibile.
‘A volte ritorno’ è una satira sociale esilarante, che racconta l’essenza pura della religione in realtà inesistente, poiché fagocitata dal bigottismo. Consigliato, tanto.
Ali Smith è un’autrice che io stimo molto ma che non riesco a consigliare a tutti. Alternativa, forse troppo, ma per me visionaria ed elegante.
‘Voci fuori campo’, esempio lampante della sua originalità, racconta la storia di una famiglia disfunzionale costituita di elementi stravaganti che un giorno, in vacanza nell’affascinante country side britannico, ricevono la visita di Amber, una ragazza misteriosa che cambierà loro la vita.
Padre, madre, figlia e figlio, scoprono e vivono all’improvviso le loro identità nascoste grazie all’incontro con Amber.
Un’amore improbabile raccontato con uno stile minimalista e alternativo, stavolta senza droga ma con tanto sesso, è una delle ultime provocazioni di Irvine Welsh. La vita sessuale di due gemelle siamesi fa da sfondo a questa storia strana di passioni e fitness con atmosfere pulp che ho trovato spassosa e con un finale che mi ha sorpreso.
Non sono un fan di Welsh (di Trainspotting preferisco di gran lunga la trasposizione cinematografica), ma questo libro lo consiglio a chi ama la letteratura pulp.
Leggendo questo libro di Coe pensavo a quanto fosse lontano dal suo capolavoro ‘La famiglia Winshaw’. La lettura scorreva, la storia era piacevole ma non mi convinceva. Amori, amicizie, un’analisi impeccabile sulla politica di Blair, l’inizio del nuovo millennio nel Regno Unito e poco più.
Ma poi Coe è tornato Coe nell’ultima parte di questo romanzo che richiede pazienza per essere amato e che consiglio.
Un ragazzino inglese di origini indiane vuole scappare dalla periferia londinese per vivere il glamour della capitale inglese. È visto da tutti come uno strano incrocio poco indiano per gli indiani e poco fico per gli inglesi. Vive in una famiglia disfunzionale immersa nella cultura pop e capeggiata da un padre che si trasforma all’improvviso in un guru strampalato.
‘Il budda delle periferie’ racconta l’adolescenza, la sessualità, l’arte e la spiritualità di un pesce fuor d’acqua, uno dei tanti del Regno Unito, con uno straordinario senso dell’ironia e tanta malinconia.
Insomma leggetelo.

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