Oggi segnalo altri sette libri di autori italiani di cui ho parlato sul mio profilo Instagram, @mia_nonna_fuma.
Questa volta troviamo un esordio letterario che non mi ha convinto; il miglior libro letto e segnalato sui miei canali del 2022; un caso letterario che mi ha deluso tanto; l’immancabile e immenso Calvino con un’opera che mi ha stupito; un autore di storie violente ma imperdibili; il ritorno di uno degli autori italiani più alternativi del secolo scorso di cui sto leggendo tutto; un altro ritorno: una delle autrici italiane più alternative di questo secolo di cui sto leggendo tutto.
| Bonanni esordisce con un libro sperimentale, ci racconta due storie, una in terza persona e l’altra in prima, che viaggiano in parallelo e s’incontrano solo sfiorandosi. La storia della prima parte parla di monotonia, di una vita che non decolla, credo con uno stile palloso ricercato che dà un senso al titolo del libro, ed è pregna di riflessioni e dialoghi prolissi. Io apprezzo l’idea, ammiro chi osa, ma in fin dei conti il palloso resta sempre palloso, anche se ricercato, quindi la prima parte mi ha un po’ annoiato. Io alle frasi lunghe povere di punteggiatura e con concetti verbosi preferisco un minimalismo con personaggi grezzi e dialoghi corti, meglio se arricchiti con un pizzico di sarcasmo, alla Bukowski per intenderci. Poi all’improvviso arriva la storia della seconda parte che con toni più divertenti fagocita il tedio della prima (e meno male) dandone anche un senso, e questo è per me il bello del romanzo. |
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Ci sono libri che inizio a leggere anche per il titolo. Tra questi ce ne sono alcuni in cui l’autore lo giustifica in modo geniale. Carmelo Bene, attore di teatro discusso e controverso, nella sua autobiografia racconta con lucidità com’è apparso alla Madonna. Con uno stile aulico e sarcastico ci racconta le sue ispirazioni, come nasce il suo teatro, gli incontri mistici con la Madonna e quelli mondani con personaggi come Dalì, Pasolini e Morante in un’opera che non riesco a paragonare a nulla di ciò che ho letto. È un libro unico come l’arte di Bene, a tratti difficile da seguire per il suo linguaggio ricercato e che richiede spesso la rilettura di certi passi, ma un’esperienza che mi sento di consigliare a tutti gli appassionati di letteratura. Un monologo rivolto al lettore su un’infanzia movimentata, un arricchimento culturale, la scoperta di un teatro alternativo e difficile da comprendere ma che vale la pena conoscere. Si è tentati a mollare questo libro ma non fatelo, abituatevi al testo e alla sua complessità perchè prima o poi vi prenderà e non vi lascerà. |
| Quando ho iniziato a leggere questo romanzo mi sono ritrovato un libro con tutte le pagine attaccate per uno strano motivo a me poco chiaro. Dopo averle separate tutte col tagliacarte, orgoglioso per il fine lavoro eseguito, ho finalmente iniziato con entusiasmo la lettura di una storia di quelle che m’ispirano tanto. Il protagonista è uno di quei personaggi che non si capisce bene se sono autistici, o hanno la sindrome di Asperger, o un deficit di attenzione, che parlano in prima persona ripetendo gli aggettivi, con strane manie (lui è ossessionato dalle parole che si sporcano) e con amici bizzarri, tipo il compagno di classe che si fa la cacca addosso. Difatti all’inizio mi sono divertito, ma solo all’inizio, perché nel complesso il romanzo l’ho trovato poco entusiasmante. Principalmente perché io questa storia delle parole che si sporcano non l’ho capita, magari sarà stata colpa mia, ma mi ha confuso parecchio. E poi la vicenda narrata mi è parsa un po’ noiosa. Il protagonista bislacco va via da Bolzano a causa delle parole sporche per trasferirsi a Berlino, innamorarsi e tornare con l’amata incinta a sporcarsi di nuovo le parole a Bolzano. Fine. Che poi tra l’altro il libro non mi ha trasmesso nulla di Berlino, a parte le varie frasi in tedesco usate nel testo senza traduzione che hanno contribuito alla confusione e incrementato la mia frustrazione leggendolo. Peccato. |
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Quando ormai pensavo di aver letto il meglio di Calvino, mi sono ritrovato tra le mani questo romanzo breve che mi ha smentito. Forse non si può mai finire di leggere il meglio di Calvino: anche quei libri che per qualche oscuro motivo ritieni insulsi, perché magari raccontano in un centinaio di pagine solo la giornata di uno scrutatore, possono offrirti tanto. Lo scrutatore in questione presiede le elezioni del 1953 in un istituto religioso dove sono ricoverati minorati mentali e fisici che devono votare. Lo scrutatore, comunista, vuole impedire che persone incapaci di intendere vengano spinte da preti e suore a votare per la pia DC. Così che lo scrutatore si ritrova incredulo in un seggio elettorale surreale. Ritardati e invalidi vengono quasi costretti a votare senza neppure conoscere il significato del voto. In un’atmosfera tra una commedia di Totò e il manicomio di Qualcuno volò sul nido del cuculo, lo scrutatore osserva impotente e riflette sulla natura bieca dell’essere umano. Bellissimo. |
| Avete presente quei libri che vi tengono sulle spine, vi intrappolano e vi bloccano perché volete concluderli al più presto possibile per sapere come vanno a finire? Ecco, quando voglio leggere uno di quei libri io cerco un Morozzi. L’unico problema che ho con i suoi romanzi sono quelle torture maledette che compaiono di tanto in tanto e mi fanno incazzare, ma che alla fine riesco a tollerare perché costituiscono una parte importante della storia. In Andromeda le torture sono più tollerabili del solito perché lasciano tanto spazio a una storia tra il romanzo di formazione e il pulp, a una storia ironica e nostalgica, con anche un pezzo della tua adolescenza che riconosci e rivivi -torture a parte, spero- pur essendo ambientato a Bologna quando tu sei calabrese. |
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‘I personaggi di Tondelli sono veri, trasudano rabbia, hanno paura, si emozionano, soffrono e si amamo. Hanno tutti in comune la loro veridicità ma provengono da diverse condizioni sociali: sono reietti, drogati, uomini di affari, professionisti, viaggiatori, studiosi che si incrociano e vivono storie. Storie dai generi diversi ma raccontate con lo stesso stile. Succede anche nel suo romanzo Rimini; qui Tondelli ci regala personaggi con vite affascinanti che hanno in comune la città romagnola. Parlo di personaggi e non di storia perché il plot, quando si legge Tondelli, non ha importanza. |
| Ci sono folli, ce ne sono tanti, alcuni schizofrenici e con comportamenti che scioccano; c’è la dittatura militare greca, la sua storia, le torture e i soprusi; c’è una parte semiautobiografica che parla ancora di matti; ci sono sani di mente abbandonati tra i folli; c’è un’isola misteriosa, un posto in Italia strano ma affascinante, e storie di vite straziate ambientate in quei luoghi; ci sono dei colpi di scena solo annunciati sulla quarta di copertina. C’è tanta roba in questo romanzo, forse troppa. Per me non è la migliore opera di Simona Vinci, ha una storia interessante ma che in alcune parti mi ha confuso. Tuttavia questo libro, oltre la confusione, mi ha provocato anche una profonda tristezza che mi porterò dentro per un po’. Io lo consiglio, ma se non vi piacerà o confonderà anche voi non odiatemi, ricordate che sto comunque consigliando un’esperienza letteraria alternativa che ha vinto un Campiello, mica un libro di Fabio Volo. |
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Simona Vinci mi piaceva tanto nei primi libri, ultimamente s’è fratta prendere un po’ troppo da se stessa.
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Sono curioso di leggere gli ultimi suoi libri a parte La prima verità. Ti farò sapere 😉
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Grazie! 😘
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Di Simona Vinci ho letto solo la prima verità, che mi è piaciuto, e Parla mia paura, in cui lei parla dei suoi disturbi psicologici, molto bello e toccante. Di Calvino ho letto tutto, è un grande del Novecento. I libri della casa editrice Italosvevo sono tutti così, con le pagine da separare, un vezzo che sembra carino ma che alla lunga diventa snervante. In compenso fanno libri molto belli, questo della Finglerle non l’ho letto ma mi sembra di capire che ho fatto bene…
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Fino adesso Simona Vinci non mi ha deluso, quindi continuerò a leggerla. Questa scelta stilistica della Italosvevo non la comprendo, mi ha innervosito come la lettura di Lingua madre 😅
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