Addio Paul

Quasi tutte le volte in cui leggo della morte di un personaggio famoso mi sento un po’ cinico. Difatti non riesco a provare dispiacere per una persona che non ho conosciuto personalmente. Ma ci sono delle eccezioni (fortunatamente), mi vengono in mente Lou Reed, David Bowie, Franco Battiato e Philip Roth, artisti che mi hanno accompagnato con la loro musica e le loro parole smentendo il mio cinismo, perché in fondo non c’è bisogno di conoscere personalmente qualcuno per sentirne la mancanza quando ci lascia. E ci ha lasciati da poco Paul Auster, un altro artista che ha sconfitto il mio cinismo e che ha interrotto per qualche minuto la grande mole di lavoro che ho oggi. Gli esami da correggere possono aspettare, oggi uno dei miei primi pensieri di questa mattinata grigia è dedicato al grande Paul che in un mio vecchio post descrissi come lo scrittore perfetto.

10 commenti

  1. Grande perdita. Di lui ho letto solo la Trilogia. Visto il film di cui fu padre: Smoke. Aggiungere che anche solo un complimento a questi due capolavori, è un togliere. Condivido che con Roth, DeLillo (e aggiungo Wallace :-)) parliamo di punti alti, per quanto io alla fine lo conosco poco.

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