Oggi segnalo altri sette libri di autori italiani di cui ho parlato sul mio profilo Instagram, @mia_nonna_fuma.
Questa volta troviamo un libro dai contenuti che mi interessavano molto ma che non mi ha convinto; l’immancabile Calvino; un romanzo pubblicato da una casa editrice indipendente che mi ha sorpreso; una piccola delusione di un autore da cui mi aspettavo di più; un romanzo del nostro 900 che mi ha stupito e che ho amato; un successo letterario strepitoso; un classico che mi ha tanto deluso.
| Quando inizio un libro con una colonna sonora che l’accompagna e personaggi musicisti le aspettative sono alte. Se poi la storia inizia nell’Italia del 69 e racconta gli scossoni sociali di quegli anni le aspettative volano alle stelle. E poi quando ci sono i viaggi e il fascino di Cuba diventa probabile che quelle aspettative vengano appagate. Purtroppo con ‘Foto di gruppo con chitarrista’ non è stato così. Mauro Pagani tra le cose belle che ho citato ci mette anche aneddoti interessanti sulla sua PFM o sui Pink Floyd, ma il suo stile di scrittura non regge. Questo romanzo dal potenziale intrigante viene difatti sorretto da una prosa troppo leggera che mi ha ricordato una via di mezzo tra Fabio Volo e il peggior Enrico Brizzi. Le descrizioni sono banali e i dialoghi interminabili, pieni di botte e risposta magari realistici ma inutili in un romanzo. Consiglio il libro per la bella storia agli adolescenti che si avvicinano alla lettura, ma non a un lettore forte. |
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Se una notte d’inverno un viaggiatore è un omaggio di Calvino ai suoi lettori, un mosaico di pensieri sulla letteratura, un saggio che parla di libri, una raccolta di racconti incompleti così belli da non avere bisogno del finale. Se una notte d’inverno un viaggiatore è prosa elegante che narra l’amore, prosa che diventa cupa e misteriosa, ricca di riflessioni dotte su lingue e autori arcani, prosa che non cessa di mutare creando continue digressioni. Se una notte d’inverno un viaggiatore è un romanzo immenso, come il suo autore, uno dei più grandi di tutti i tempi (per me). Insomma leggetelo. |
| Per tutta la lettura del romanzo ho pensato: ma che motivo c’era di creare una realtà marcescente, dai toni quasi distopici, per parlare dei temi trattati in questo libro? Temi accattivanti raccontati con una lucidità e un magnetismo invidiabili: amicizia, amori impossibili, famiglie disfunzionali, droga, avventura. Temi raccontati in un modo che mi ha appassionato e mi ha lasciato emotivamente spossato alla fine del libro, soprattutto per le vicissitudini della famiglia disfunzionale. Alcuni componenti sono così biechi da non avere bisogno di uno sfondo squallido per destare angoscia e repulsione. Sono arrivato alla conclusione che se hai una storia interessante e la sai raccontare con gli occhi di personaggi magnetici, l’ambientazione può essere anche superflua, la storia la puoi ambientare in una realtà marcescente, distopica o in una foresta incantata. Forse. |
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Mi piace il genere distopico, mi piace Ammaniti, di conseguenza pensavo che mi sarebbe piaciuto anche Anna, il romanzo distopico dell’autore romano. Mi sbagliavo. L’idea del virus che stermina l’umanità graziando solo gli under 14 in realtà mi è sembrata interessante, ma i ragazzini divisi in bulli, saggi e sfigati tipo college yankee che pullulano in questa società distopica mi hanno annoiato. I ragazzini impazziti che si ritrovato senza adulti mi avevano annoiato anche ne ‘Il signore delle mosche’, forse è un problema mio, comunque d’ora in poi eviterò storie simili. Non eviterò invece Ammaniti, di suo c’è ancora altro che vorrei leggere. |
| Dopo aver letto Dissipatio H.G. ho fatto un po’ di conti: da almeno 25 anni leggo una media di 40 libri all’anno che in totale fanno più o meno 1000 libri. Dopo circa 1000 libri credo sia normale pensare di aver letto di tutto e che diventa difficile riuscire a stupirsi ancora. Ma poi arrivano bombe come ‘Dissipatio H.G.’ che negli anni 70 ti spara una delle migliori distopie mai lette, che sembra ideata da Svevo in collaborazione con Berto con la supervisione di Dostoevskij. Poi scopri pure che il libro di Morselli è una sorta di testamento scritto prima del suo suicidio avvenuto quando ancora non gli faceva caso nessuno. La morale del post è molto semplice: se pensate di aver letto di tutto, vi sbagliate. |
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Io purtroppo ho la sindrome del commerciale: ogni volta che un libro invade più della metà dei profili che seguo, il mio interesse si atrofizza e scappo verso recensioni di opere indipendenti. Meno male che ‘L’Arminuta’ ha vinto un Campiello ed è stata l’unica alternativa valida a classici che avevo già letto, Volo, Baricco e tanta altra roba da cui sto alla larga, in una piccola libreria italiana indipendente dove volevo acquistare un libro. È un romanzo che in meno di 200 pagine ripercorre una vita che passa da una adolescenza tranquilla in cui non manca nulla, a una realtà che ricorda il miglior neorealismo italiano. In mezzo tanta rabbia, passione, drammi e personaggi che ti restano dentro. Stiamo attenti ai pregiudizi. |
| Reputo ‘Menzogna e sortilegio’ un romanzo che aspira a qualcosa senza riuscire mai a raggiungerla. Ha una struttura e uno stile melodrammatico che aspira (forse) all’accostamento con capolavori del XIX secolo. Ma di quei capolavori io ho trovato solo la mole; aspira a un realismo magico solo sfiorato che per fortuna viene ripreso dalla Morante con successo ne ‘L’isola di Arturo’; aspira a creare una saga familiare che resti negli annali della letteratura. Ho trovato tanto potenziale che non si è materializzato. Per fortuna l’ho letto dopo i capolavori della Morante altrimenti, forse, non avrei continuato a leggerla commettendo un grave errore. |
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Grazie per gli interessanti suggerimenti di lettura📚
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Grazie a te!
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Buon pomeriggio
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Se una notte d’inverno un viaggiatore, che molti considerano un’opera poco riuscita di Calvino, troppo costruita e cerebrale, a me piace moltissimo. Dissipatio HG è magnifico, anche se devo confessare che l’avrò letto, non so, 40 anni fa, e che dovrei rileggerlo per confermare il mio giudizio. Menzogna e sortilegio per me è bellissimo, un capolavoro.
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Menzogna e sortilegio non mi ha preso, mi ha deluso anche per com’è scritto. A un certo punto ho pensato di avere una bozza scritta senza un editing prima di essere pubblicato. Ma probabilmente non l’ho capito.
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Lo stile di Elsa Morante è un po’ antiquato e molto particolare, e capisco che possa non piacere, con tutti i diminutivi e vezzeggiativi che usa a profusione, a me piace moltissimo, e la storia raccontata nel romanzo è bellissima. Capisco però che non a tutti piaccia.
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Lory
Mi ha colpito ‘Titanio ‘, trama intrigante.
L’Arminuta mi è piaciuto parecchio e da appassionata di cinema ti consiglio anche il film davvero fatto bene.
Del libro esiste anche un sequel che non ho letto.
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ho saputo del film e del seguito de l’Arminuta… li cercherò presto.
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Se una notte d’invero un viaggiatore, un libro di un fascino magnetico. Dissipatio HG, messo nella lista delle cose da leggere. Grazie. Su l’arminuta, vedo che hai dato una buona motivazione. Non so… Sto completando la lettura de La storia, della Morante. Magnifico. Non so ora, cosa leggero come suo secondo.
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Dissipatio H.G merita, grazie per la fiducia. L’Arminuta mi ha stupito talmente tanto che l’ho consigliato anche al Club di lettura (si propongono solo libri italiani) 😆
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[…] leggevo quel capolavoro di Disipatio H.G. di Guido Morselli qualche mese fa, ho pensato a un nuovo post sulla letteratura italiana da […]
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