La penultima magia – Recensione

…alberi esili si sporgevano sul vuoto, da una parte e dall’altra, verso il centro del crepaccio, come le travi di un soffitto, fino a toccarsi e a intrecciarsi, in un abbraccio di foglie tenere, appena nate, di un verde chiarissimo. La luce filtrava attraverso quelle sottili membrane di clorofilla e si diffondeva nella gola rocciosa, in un chiarore di smeraldo e ottanio, che diventava sempre piú scuro via via che scendeva verso il fondo…
Autore: Tiziano Scarpa
Anno: 2020
Pagine: 224
Casa Editrice: Einaudi
Disponibilità: Versione cartacea e digitale
Dove acquistarlo: Amazon

Se qualcuno mi consigliasse di leggere una storia con un inizio narrato da lampioni umanoidi comandati da una fata che anima oggetti con un ramoscello dorato, molto probabilmente risponderei no, grazie. E sbaglierei—almeno se quella storia fosse stata scritta da Tiziano Scarpa. Non sapevo nulla di come iniziasse questo romanzo breve (o racconto lungo, fate voi). A dire il vero, se avessi saputo del suo inizio fantasy, magari mi sarei buttato su qualcos’altro di suo. Per fortuna, il mio pregiudizio sul genere ha deciso di starsene zitto, permettendomi di scoprire un’altra sfumatura dello stile di Scarpa.

E meno male, perché dentro ci ho trovato pure una piccola critica sociale a populismo, bigottismo e quel politicamente corretto che ultimamente mi irrita come un sassolino, anzi una pietra appuntita, nella scarpa. Ci sono tutti gli ingredienti per un libro di merda (a proposito di politicamente corretto). Ci sono persino un gatto di nome Misfatto che a un certo punto si azzuffa con uno scorpione e un montanaro di nome Matildo che addestra animali da fattoria per renderli selvaggi. Ma ecco il bello: il fantasy scivola pian piano nella realtà, come quando gli occhi si abituano al buio e le forme cominciano a farsi più nitide. Quella che rimane è una realtà surreale che perde la componente fantastica ma mantiene quel senso di stranezza alla Murakami. Una realtà tenera, fatta di una nonna che vorrebbe confidarsi con una caffettiera sui comportamenti bizzarri della nipote di cui si prende cura dopo la morte dei genitori. Un “on the road” di una nonna che si crede una fata e che porta in moto la nipotina orfana alla ricerca di una sorella immaginaria. E poi la storia ha pure un bel ritmo. Scorre, intriga, e ti tiene lì a chiederti dove diavolo voglia andare a parare Scarpa. 

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