Anche il 2025, come il 2024, è stato un anno fortunato in termini di letture, e proprio per questo ho deciso di parlare dei libri che mi hanno deluso, un paio dei quali, forse, avrei apprezzato di più in un altro momento. Il podio è composto da libri che ho letto per il mio club di lettura, segno che, in fondo, il mio rifiuto dei club di lettura, dovuto alla mia anarchia letteraria, è ancora forte.
E voi? Siete rimasti delusi da qualche lettura?
Seguirà presto il post con i migliori 7 libri del 2025. Stay tuned…
7Non ho ancora avuto modo di parlare di Cuatro Amigos di David Trueba, un titolo di cui non so se esista una versione italiana (e, lo confesso, spero di no). Come dirò presto, apprezzo molto l’autore spagnolo; tuttavia, in questo caso la volgarità gratuita, inserita in un gruppo di amici che dovrebbe risultare simpatico ma che finisce per apparire rozzo e poco credibile, non ha funzionato. |
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6Vale lo stesso per questo bestseller giapponese, che avevo iniziato a leggere con aspettative altissime. Come dirò, si tratta di una storia confusa, costellata di colpi di scena che annoiano invece di colpire e che, alla fine, non portano a nulla. |
5Continuo a citare libri di cui non ho ancora avuto modo di parlare sul mio blog, perché letti da poco. È anche il caso del primo romanzo di Nori che leggo: l’ho trovato infantile e noioso. Difficilmente rileggerò l’autore italiano. Darò altri dettagli quando ne riparlerò. |
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4Vale lo stesso per questo romanzo di Walter Siti, un altro autore che apprezzo. Qui la volgarità raggiunge un livello molto più alto rispetto a Cuatro Amigos: una volgarità fastidiosa e inutile che non aggiunge nulla a una storia peraltro debole e priva di emozioni. |
3E veniamo al podio, costituito invece da libri di cui ho già parlato approfonditamente sul blog. La descrizione del tedio micidiale che mi ha provocato la lettura de Le otto montagne la trovate qui. |
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2L’incredulità che ho provato leggendo questo romanzo, meno che mediocre, di un’autrice vincitrice addirittura di un Pulitzer, viene invece descritta qui. |
1Del libro più deludente dell’anno per la Nonna ne ho parlato da poco: di quelle assaggiatrici dalle vite noiose, inserite in un contesto storico descritto male, ne ho parlato qui. |
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Questo tuo post mi aiuta tantissimo a fare pulizia. Tranne il libro della tizia del Pulitzer, li conosco più o meno tutti. Quello di Trueba l’ho letto anni fa, in italiano, inconcludente ma forse perché andava letto quando ero ragazzino. Nori e Siti non li ho mai letti ma continuano a NON chiamarmi e temo non lo faranno a breve. Ho visto Bullet Train, il film, e volevo leggere il romanzo, ora so che non lo leggerò. Cognetti mi gira sempre intorno ma da ora è un no definitivo.
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Grazie per la fiducia 🙂
In realtà Siti merita, Bruciare tutto secondo me è un gran romanzo se gli vuoi dare una possibilità
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Certo che mi fido, vado a cercarlo…
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Non mi è piaciuto Le assaggiatrici, mi è piaciuto poco Le otto montagne. Gli altri libri che ti hanno deluso non li ho letti, ma salverei Paolo Nori che trovo sempre molto divertente e interessante.
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In realtà Nori lo trovo simpatico, ma credo abbia un potenziale che non ha sfruttato in questo libro che ho letto. C’è qualcosa di suo che mi consiglieresti?
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Il primo libro suo che ho letto è Noi la farem vendetta, uscito per Feltrinelli davvero tanti anni fa: i suoi libri hanno tutti alcune caratteristiche che si ripetono, in particolare l’assenza di una trama vera e propria, lo spezzettamento delle unità narrative e la lingua che Nori definisce dei “semicolti”, cioè un italiano volutamente basso, colloquiale, “sgrammaticato”, che però non è frutto di incapacità ma di un lavoro linguistico accurato per ottenere esattamente quell’effetto. Dopo averne letti un bel po’, ti accorgi che i libri di Nori, che sono divertenti e molto godibili, si somigliano un po’ tutti, e questo è un suo limite. Ultimamente ha un po’ cambiato genere e si è dedicato a raccontare (a modo suo, s’intende) vite di scrittrici e scrittori russi (lui è docente universitario di letteratura russa): in particolare ti consiglio quello su Dostoevskij, Eppure sanguina ancora, oppure quello su Raffaello Baldini, che è un poeta dialettale romagnolo, Chiudo la porta e urlo.
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Prendo nota, grazie.
:-))
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grazie a te! 😉
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