Caos calmo – Recensione

…Un fratello è il testimone di un’inviolabilità che da un certo momento in poi nessun altro è più disposto a riconoscerti…
Autore: Sandro Veronesi
Pagine: 380
Anno: 2005 (Bompiani), 2020 (La nave di Teseo)
Casa Editrice: La nave di Teseo
Disponibilità: Libro cartaceo e versione digitale
Dove acquistarlo: ibs

Vale la pena leggerlo per aver vinto il premio Strega? Di solito i premi Strega mi deludono, forse ho apprezzato solo L’isola di Arturo, preferisco il Campiello, l’ho pure scritto su un post. C’è chi ama la prosa di Veronesi e chi la odia. E tra quelli che la odiano c’è tanta gente che io, letteralmente parlando, rispetto. Ma chi ha amato questo libro ne parla troppo bene. Ma sì, leggo Caos calmo senza pensare a chi ne ha parlato, dimentico le recensioni lette, poi se mi piace passo al Colibrì e magari poi guardo anche il film con Moretti, anzi quello no, Moretti proprio no. Questo è un breve riassunto di quello che ho pensato prima di leggere Caos calmo, libro che ho trovato molto bello e qui vi racconto il perché.

L’inizio è una bomba, mi ha fatto ridere come i primi libri di Chuck Palahniuk. Dopo le prime pagine esilaranti inizia il caos, un nugolo di sensazioni tra cui, tra l’altro, troviamo: ironia pungente, angoscia, tristezza. Poi quel caos frizzante si calma, all’improvviso, e diventa quello che dà il titolo al romanzo. Ma all’inizio quel caos oltre ad essere calmo è anche patetico e tedioso, perché il protagonista riflette come il tipico ometto che mette le corna alla moglie dichiarando di non smettere mai di amarla. Ma quell’effetto dura poco perché il caos torna di una calma intensa e divertente. Quando il libro riprende a intrattenere arrivano altri pezzi bomba: un’email del protagonista inviata alla moglie, un messaggio lungo di un sarcasmo impressionante, solo quel pezzo vale il prezzo del libro; Tom York che canta e non si fa capire perché si mangia le parole tra i suoi lamenti depressivi. Poi il cantante dei Radiohead inizia a dire di tanto in tanto qualche parola comprensibile nei testi interpretata dal protagonista -sballato d’oppio- come un messaggio della moglie che gli parla dall’aldilà. Già solo Tom York in versione medium mentre strabuzza gli occhi per me vale il premio Strega, ma anche qualsiasi altro premio.

Ma il romanzo non l’ho apprezzato solo per essere un fan dei Radiohead. C’è dell’altro che ha alzato il livello della qualità del libro. Veronesi è stato in grado di farmi ridere (ci riescono veramente in pochi) parlando di un erezione per un paio di pagine e di sesso orale per un altro paio, senza mai essere banale o volgare come solo Roth era riuscito a fare. Ho apprezzato il libro anche per quel caos che quando si calma regala una malinconia sprigionata dal protagonista nel gestire una vita che sembra andare a rotoli ma che riesce a riemergere grazie all’ironia. Il caos calmo evolve su un’auto parcheggiata di fronte a una scuola elementare dove la gente entra per sfogarsi con il protagonista trovando, come dice l’autore, un muro del pianto senza muro ma, come aggiungo io, dove poter raggiungere la redenzione dopo aver sofferto i fallimenti di una vita. Non ho detto nulla sulla storia, se non avete letto il romanzo magari andate a scoprirla e io nel frattempo credo che dall’altro premio Strega vinto da Veronesi, Il Colibì, ci passerò, prima di tornare a leggere un Campiello.

12 commenti

  1. Di Veronesi ho letto tanti anni fa Venite venite B52 (il titolo riprende l’invocazione di un’adolescente che desidera che le bombe vengano a distruggere la sua casa) e in effetti mi piacque molto, lo trovai divertente, brillante. Poi ho letto altre cose che invece non mi sono piaciute, Caos calmo non l’ho letto, ho letto invece Il colibrì che ha qualche bella pagina ma che nel complesso mi è sembrato un romanzo molto costruito , saccente e con un finale scontatissimo

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