Il 2023 non è stato un anno fortunato in termini di letture ed è stato facile scegliere i 7 peggiori libri letti quest’anno. Sono rimasti fuori i deludenti Istanbul di Orhan Pamuk e Goodbye, Columbus, l’esordio letterario di Philip Roth, un grande che però non mi ha convinto con la sua prima opera. Una curiosità, i 7 romanzi scelti sono tutti libri di autori italiani e spagnoli. E voi siete rimasti delusi da qualche lettura?
Seguirà presto il post con i migliori 7. Stay tuned…
| L’antipatia dei protagonisti a volte può condizionare la lettura di un romanzo. Mi era successo con Una banda di idioti e I rondoni, e oggi con Cicatrice, libri in cui i personaggi fagocitano la storia che resta in secondo piano. Si tratta di pensatori egocentrici e insulsi che sparano opinioni sulla vita, nascosti in un buco vuoto e isolato da cui non si muovono. Neanche in Cicatrice il pensatore viene reso più tollerabile dalla storia. Una storia tra l’altro debole che parla di una relazione che non decolla (non c’è amore, amicizia e nessuna introspezione) tra il pensatore, in questo romanzo ladro gentiluomo, e la protagonista che si lascia corteggiare accettando per posta regali rubati dal pensatore. Una storia che mi è parsa vuota come il buco in cui si muove il ladro. Sara Mesa mi ha un po’ deluso, peccato, ma la rileggerò. |
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La mia recensione completa di questo libro che mi ha tanto deluso si trova qui. |
| Quando inizio un libro con una colonna sonora che l’accompagna e personaggi musicisti le aspettative sono alte. Se poi la storia inizia nell’Italia del 69 e racconta gli scossoni sociali di quegli anni le aspettative volano alle stelle. E poi quando ci sono i viaggi e il fascino di Cuba diventa probabile che quelle aspettative vengano appagate. Purtroppo con Foto di gruppo con chitarrista non è stato così. Mauro Pagani tra le cose belle che ho citato ci mette anche aneddoti interessanti sulla sua PFM o sui Pink Floyd, ma il suo stile di scrittura non regge. Questo romanzo dal potenziale intrigante viene difatti sorretto da una prosa troppo leggera che mi ha ricordato una via di mezzo tra Fabio Volo e il peggior Enrico Brizzi. Le descrizioni sono banali e i dialoghi interminabili, pieni di botte e risposta magari realistici ma inutili in un romanzo. Consiglio il libro per la bella storia agli adolescenti che si avvicinano alla lettura, ma non a un lettore forte. |
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La mia recensione completa di questo libro che non ho capito a fondo si trova qui. |
| Inizio citando uno dei due punti forti di questo romanzo: l’originalità. Il romanzo invece inizia con un’avvertenza che lo definisce sgarbato. Io però l’ho trovato più patetico che sgarbato. Il motivo è che il protagonista prima raccoglie testimonianze tra tutti i colleghi sul loro capo stronzo alla Blair witch project (l’originalità qui va alla grande), ma poi si sfoga ubriaco (l’originalità qui si dilegua) attaccandolo con un espediente che non rivelo e che lo rende più stronzo del suo capo. Se questo punto d’incontro tra originalità, sgarbo e patetismo v’ispira, vale la pena dare una possibilità a questo libro che si può leggere in un paio d’ore. La brevità è difatti l’altro suo punto forte. Non credo però che esista la versione in italiano. |
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Quando ho iniziato a leggere questo romanzo mi sono ritrovato un libro con tutte le pagine attaccate per uno strano motivo a me poco chiaro. Dopo averle separate tutte col tagliacarte, orgoglioso per il fine lavoro eseguito, ho finalmente iniziato con entusiasmo la lettura di una storia di quelle che m’ispirano tanto. Il protagonista è uno di quei personaggi che non si capisce bene se sono autistici, o hanno la sindrome di Asperger, o un deficit di attenzione, che parlano in prima persona ripetendo gli aggettivi, con strane manie (lui è ossessionato dalle parole che si sporcano) e con amici bizzarri, tipo il compagno di classe che si fa la cacca addosso. Difatti all’inizio mi sono divertito, ma solo all’inizio, perché nel complesso il romanzo l’ho trovato poco entusiasmante. Principalmente perché io questa storia delle parole che si sporcano non l’ho capita, magari sarà stata colpa mia, ma mi ha confuso parecchio. E poi la vicenda narrata mi è parsa un po’ noiosa. Il protagonista bislacco va via da Bolzano a causa delle parole sporche per trasferirsi a Berlino, innamorarsi e tornare con l’amata incinta a sporcarsi di nuovo le parole a Bolzano. Fine. Che poi tra l’altro il libro non mi ha trasmesso nulla di Berlino, a parte le varie frasi in tedesco usate nel testo senza traduzione che hanno contribuito alla confusione e incrementato la mia frustrazione leggendolo. Peccato. |
| Avete presente quei post con libri buttati nel cestino della spazzatura che parlano di romanzi odiati? Ecco io quei post li odio, ma con questo libro ci sono stato vicino, tanto. Perché ho trovato Tostonazo (non esiste ancora la versione Italiana) brutto, così brutto da non voler perdere tempo a trovare un aggettivo meno ovvio, più brutto dei mercatini di Natale pieni di gente che ti sballottano tra gli stand con Babbo Natale e quelli con il Grinch. Non salvo nulla, i personaggi sono fastidiosi e vengono descritti dal protagonista, che è ancora più fastidioso, con un’ironia cercata dall’autore ma non pervenuta. Gli aneddoti sono grotteschi e non apportano nulla a una storia che non decolla mai. Credo che l’autore dopo il trionfo de Gli schifosi (meritato) abbia scritto questo strazio solo per approfittare di quell’ondata di successo che ne ha incrementato le vendite. Peccato che questo progetto sia stato pubblicato da Blackie Books, casa editrice che rispetto e a cui darò altre possibilità. Anche se con un altro libro del genere rischia di finire nella lista nera insieme a Mondadori. |
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Persino le copertine sono poco simpatiche. 😉
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🤣
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Il commento su Tostonazo mi ha fatto tanto ridere. Sembra un Signor libro brutto!
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Ma molto brutto 🤣 così brutto che ho pensato che l’ha fatto apposta!
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Grazie per queste oneste recensioni, di cui terrò conto nella scelta dei libri da leggere prossimamente📚
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Grazie a te!
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🙏🌹🙏
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Grazie, li eviterò, anche perché comunque in lista d’attesa ne ho già almeno 4
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Grazie a te!
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Di solito io i peggiori libri in lista non li ho, perché quelli che proprio mi disgustano li mollo e non li considero tra i libri letti. Di questi tuoi peggiori per mia fortuna non ne ho letto neanche uno, però condivido la tua delusione nei confronti di Una banda di idioti e I rondoni
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Io di solito tendo a finire anche le letture che non mi convincono perché mi piace parlare di tutti i libri che leggo.
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La vita è troppo breve per perder tempo dietro ai libri brutti…
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Nel mio caso, ogni volta che leggo un libro brutto penso a come parlarne, un esercizio che amo, quindi io non perdo mai tempo leggendo, persino quando mi ritrovo libri pessimi. È vero che evito a priori certi generi di cui non m’interessa parlare, tipo fantasy, romance e thriller.
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Devo dire che sui libri brutti, se riesco a portarli in fondo, anche a me viene la tentazione di parlarne malissimo, ma mi frenano due cose, legate al mio essere una scrittrice: temo che chi leggesse certe mie recensioni al vetriolo potrebbe pensare “Senti chi parla! E’ brava lei…”; secondo, che potrei bruciarmi eventuali contatti nel mondo dell’editoria se sparassi a zero su certi autori… questo secondo motivo è alquanto opportunistico, lo confesso.
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Per il 2024 ti auguro tanta felicità e speranza 🎇✨💞
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Grazie! Altrettanto a te!
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🙏🎉🙏🎉🙏
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