La tentazione di essere felici – Recensione

…Anna è stata la mia prima esperienza con l’amore non corrisposto, un’invenzione inutile, a pensarci. Ci sono tante persone sole al mondo che potrebbero incontrarsi, amarsi, essere felici, fare figli, tradirsi e poi lasciarsi, invece molti perdono il tempo a inseguire chi a stento si accorge della loro esistenza…
Autore: Lorenzo Marone
Pagine: 230
Anno: 2015
Casa Editrice: Longanesi
Disponibilità: Libro cartaceo e versione digitale
Dove acquistarlo: ibs

Un personaggio a volte potrebbe reggere un libro -persino annullando l’importanza della storia- grazie al carisma e alla capacità di strappare sorrisi al lettore. Può capitare anche quando il personaggio è cinico o sgradevole. Mi vengono in mente il Chinaski di Bukowski e il Sabbath di Roth, cinici illustri della letteratura statunitense e tra i miei preferiti. In questo romanzo il personaggio con il potenziale di Sabbath è Cesare, un settantasettenne con la simpatia di una zanzara tigre che ti tormenta in un’afosa notte estiva. Cesare è misogino ed egoista, tratta i figli con freddezza anche quando vorrebbe dire loro che li ama; perlomeno li stima. È poi pieno di abitudini strane, per esempio tappezza di carta igienica la sua stessa tavoletta del water come se si schifasse persino di se stesso. Un cambio di questo personaggio sgradevole è atteso per tutta la lettura, si percepisce all’inizio, anzi lo dice proprio lui quando si rende conto degli anni persi della sua vita, persi senza nessun rimpianto, ovviamente, visto la sua natura.

Parlo di potenziale perché l’idea del personaggio stronzo che si redime a me piace, ma in questo caso non ha retto fino alla fine. La cosa bella del libro è che Cesare pur essendo fastidioso, oltre che a farmi ridere, mi ha regalato momenti di lettura piacevole, per esempio con i suoi pensieri sull’amore e sull’amicizia tutt’altro che scontati, che elaborati da un misogino magari non trasudano rispetto, ma sono sentenze reali.

Il problema del romanzo è che a parte il potenziale e qualche riflessione interessante non ho trovato nient’altro: Cesare è troppo egocentrico, tutto il libro ruota intorno a lui, i suoi rimpianti e il suo essere stronzo. Le vite degli altri personaggi (tra l’altro interessanti con tanto da dire) rimangono per tutto il romanzo attaccate all’ego di Cesare e di lí non si muovono. Dopo 150 pagine di egocentrismo me ne mancavano ancora 80 che ho concluso a fatica. Forse questo libro pecca un po’ di presunzione, 230 pagine di riflessioni hanno bisogno di altro, gli stronzi americani citati all’inizio del post, per esempio, offrono tanto: Chinaski è fastidioso, ma rapresenta qualsiasi individuo che vive senza comprendere a fondo la società che lo circonda fatta di tanta gente che non si fa i fatti suoi, che ti giudica se bevi, ti perseguita se fai sesso con chi ti pare. Sabbath è fastidioso ma anche provocatorio, irriverente e arguto. Cesare è fastidioso e poco più. Forse è per questo che ho letto tutto di Bukowski e quasi tutto di Roth, mentre difficilmente mi riavvicinerò a Marone. A dire il vero una volta avviata la redenzione il cambiamento di Cesare, da stronzo burbero a comprensivo quasi pentito, apre le porte alle storie di altri personaggi che come detto hanno il potenziale del protagonista, ma durano una manciata di pagine. Tanto potenziale, quindi, che purtroppo non si è concretizzato.

12 commenti

  1. Lory

    Ecco lo sapevo, mai letto niente di questo scrittore, ma il titolo accattivante mi ha spinto all’acquisto nonostante potessi tranquillamente prenderlo in biblioteca. Ce l’ho in attesa da un po’ sul mobile e la tua recensione letta con un occhio solo non mi ispira il capolavoro ma neanche simpatia a vagonate. Credo aspetterà ancora un po’, il tempo di smaltire un po’ la delusione.
    Al momento sto leggendo ‘Mapuche ‘ che era in lista da un po’. Parecchio violento e crudo, so che soffrirò… Nonne di Plaza de Mayo, l’ ESMA, pagine di storia terribile che a pochi passi da noi non è da meno.
    Ciao!

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    • Lory

      Non preoccuparti, i gusti sono personali lo so bene, voleva essere un commento simpatico.

      Se vale la pena leggere Mapuche?
      Il romanzo di Caryl Ferey scrittore che non conoscevo l’ho iniziato da poco, più di 50 pagine per un totale di 450 e direi troppo poco per giudicare ma da subito capisci il tono. Mi interessava l’argomento perché quando lessi la recensione avevo visto da poco uno speciale sui desaparecidos e le Nonne di Plaza de Mayo. Mi aveva toccato molto. In questo libro si scontrano due realtà, quella dei Mapuche popolo che hanno sterninato in Argentina e quella appunto dei desaparecidos tramite l’incontro di due superstiti. È chiaro il fatto che essendo la storia sullo sfondo veniamo al corrente del male quello vero. Tra l’altro quest’anno grazie a Scorsese con il suo Killers of the flower moon e anche grazie a Los Colonos visto al TFF, film candidato dal Cile per gli Oscar (uscirà prossimamente nelle sale), dicevo appunto che grazie a queste coincidenze ho fatto la conoscenza di storie che non conoscevo, la distruzione di popoli, il genocidio. È un discorso che non affrontiamo in questo frangente ma per darti l’idea di questo libro che sto affrontando. Arrivo probabilmente tardi a sapere, a conoscere, ma credo esista il momento giusto per ognuno. Credo che si, ne valga la pena.

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