…Lei disse che ogni cosa bellissima poteva anche essere spaventosa, come per esempio un uragano estivo, una bufera di neve, la superficie sconfinata di un deserto o un mostro meccanico che divora il mondo…
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Autore: Gian Marco Griffi Pagine: 824 Anno: 2022 Casa Editrice: Laurana Editore Disponibilità: Libro cartaceo e versione digitale Dove acquistarlo: Laurana Editore |
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Tanti si domandano come sia possibile che un libro così bello candidato al premio Strega non sia arrivato tra i finalisti, l’ha scritto per esempio il caro Fritz nel suo blog che seguo con interesse e che mi ha incoraggiato a leggerlo grazie al suo post. Io non ho la risposta, forse era troppo perfetto per un premio Strega, forse non avrebbe creato discussioni accese se l’avesse vinto in modo scontato, forse dietro il premio esiste una strana strategia che favorisce la vittoria di un romanzo capace di aprire critiche accese che lo pubblicizzino. O forse no. Io qui mi limito ad aggiungere ulteriori elogi a questo capolavoro a prescindere dal premio Strega.
Nel febbraio del 1944, ad Asti, un milite della guardia nazionale repubblicana, mentre cerca d’imparare a fumare tossendo e bestemmiando per coprire un mal di denti con l’aiuto del fumo in bocca (metodo poco convincente consigliato da un superiore), pensa a come diamine potrebbe disegnare una cartina delle ferrovie del Messico sapendo a malapena dov’è il Messico, senza le giuste competenze, che è stata richiesta dall’alto (così dicono) per un motivo che non riesce a comprendere. Quelle ferrovie sono il cuore della storia, e intorno a questa storia ruota un mondo descritto nel modo in cui io voglio che mi descrivano le cose: con intelligenza, ironia e cinismo, in un modo che mi faccia pensare che quella storia si trovava già dentro di me in attesa che qualcuno la tirasse fuori e me la raccontasse. In oltre 800 pagine il grottesco accompagna un contesto storico duro, con persecuzioni così assurde da sembrare kafkiane ma che invece sono reali. Un poeta samoano di lingua tedesca e un ubriacone monferrino s’incontrano e si stimano senza comprendersi e stando zitti; la poesia convive con le bestemmie; Griffi ci parla di amori e mal di denti, di guerra e postriboli, di arte, viaggi e torture, di matrimoni sanciti con anelli d’erba, del razzismo più bieco, di colori che curano il mal di testa inventati da studiosi nazifascisti, ci elenca le tecniche usate dai poeti per suicidarsi.
La narrazione è frammentata, ogni capitolo presenta gli avvenimenti di una giornata senza raccontare la storia. La storia difatti la costruisce il lettore addentrandosi tra le parole dell’autore che usa addirittura diversi stili tra i vari capitoli. Ci sono persino capitoli con finestre temporali che ripercorrono una vita. Ma la cosa più bella è che il lettore la storia la costruisce facilmente perché l’autore è abile a lasciare quei frammenti tutti chiari e stilisticamente bellissimi, senza annoiare. Ferrovie del Messico è letteratura che in certi momenti diventa elegiaca e strizza l’occhio persino a Dante con il personaggio bellissimo di Tilde, che veste i panni di Beatrice nel viaggio fisico e mentale del protagonista. Ho pensato tanto a Bolaño leggendo, altro autore enigmatico ed elegante che ha raccontato tanti viaggi tra paesi latinoamericani e l’Italia. Chiudo dicendo che il romanzo è stato pubblicato da Laurana editore, una bella realtà di cui avevo già parlato in questo mio vecchio post.


A me Ferrovie del Messico è piaciuto molto, ma non lo considero un libro “perfetto”: qualche taglio gli avrebbe giovato, qualche divagazione forse è di troppo. Ma è un bene che un romanzo non sia perfetto, non lo sono i grandi classici, non lo sono mai le opere complesse. Invece penso che per premi come lo Strega vengano preferite opere più levigate, più accomodanti verso il pubblico. Ci sono eccezioni, naturalmente, ma era evidente che Ferrovie non era un romanzo da Strega. Considera poi la piccolezza dell’editore… è già moltissimo che sia arrivato nella dozzina.
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Sì, concordo sul premio Strega, che comunque gli ha fatto una bella pubblicità.
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Avevo perso il tuo riferimento a Tilde. Un personaggio che ti entra dentro e che non ti dimentichi più. Concordo, l’elegia a lei associata è tanta tanta roba.
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[…] Il libro dell’anno sul blog “Mia Nonna Fuma” è il bellissimo Ferrovie del Messico di Gian Marco Griffi di cui ho scritto una recensione accurata qui […]
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