Una particolare forma di anestesia chiamata morte – Recensione

…La natura è come uno scultore, uno scultore a corto di materiale, costretto a distruggere le opere create il giorno prima per potere avere di che costruirne delle altre.…
Autore: Matteo Galiazzo
Anno: 2015
Casa Editrice: Laurana Editore
Disponibilità: Purtroppo solo in versione digitale
Dove acquistarlo: Laurana Editore

Se incontrassi Galiazzo, io gli direi qualcosa del genere:

“Caro Matteo, lo so che la vita da scrittore per un autore alternativo e visionario come te oggigiorno è dura. Ti capisco se hai deciso di non scrivere più, immagino che la tua attività di programmatore sia sufficiente a farti vivere e che non hai voglia di pubblicare altre opere. Ma io ti vorrei chiedere se ne sei proprio sicuro, magari potresti trovare qualche ritaglio di tempo da dedicare alla scrittura; sappi che se tornerai a scrivere io sarò lieto di leggerti e sono sicuro che ci saranno centinaia di altri lettori che snobbano la letteratura italiana, perché magari non conoscono autori con le palle come te, che ti leggerebbero volentieri. Sai, in questo libro un tizio che non conoscevo e di cui ora non ricordo il nome nell’introduzione si definisce paraculo per paragonarti a David Foster Wallace. Pensa che io a David Foster Wallace non l’ho ancora capito e non m’interessa capirlo, ma io qui faccio ancora di più il paraculo e ti dico che a te io ti capisco, e per il blog della Nonna che fuma tu sei persino meglio di David Foster Wallace. Quando penso a come descrivere il pulp del movimento cannibale a cui sei appartenuto e che io adoro, mi ritornano in mente le genialità che hai creato con la tua penna: il tuo stile crudo, violento, arricchito da dialoghi al limite del surreale ma sempre ben ancorati alla realtà, e la violenza che descrivi portata all’esasperazione che può provocare persino un sorriso per la sua assurdità, sono l’essenza del pulp letterario. E poi rappresenti quello che io definisco come intelligenza letteraria: riesci a parlare di tutto, anche di quello che ti fa schifo o a cui non credi in modo oggettivo con lucidità, riuscendo a mantenere sempre il tuo stile. Per esempio parli di Dio e religione da non credente (lo suppongo per il ringraziamento ai tuoi genitori per non averti battezzato) senza mancare di rispetto ai credenti. Oppure sei capace di spiegare il Big bang e altre teorie scientifiche, o pseudo scientifiche, che nei tuoi libri sembrano raccontate da uno scienziato di fama internazionale che si è appena fatto di Skunk ma che riesce a parlare senza commettere errori.”

Per la cronaca, Una particolare forma di anestesia chiamata morte è una raccolta di racconti che parlano di amore, arte, guerra, religione, pornografia alternativa, avventure marine, droga, HIV e tanta altra roba e fatti da un groviglio di pensieri di Galiazzo che si srotolano tra le pagine con armonia; pensieri fatti di parole dure che scioccano, parole durissime che sconvolgono e altre parole sbarazzine che fanno ridere con il solito cinismo e la solita intelligenza di Galiazzo.

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