Ombra bianca

… Quel fervore di vita si era adesso trasformato in sdegno e disprezzo. Sdraiata sul letto, intontita dal vociare delle donne nella stanza, Juma si rese conto che quel parto e la sua morte erano una cosa sola …
basta smetto Autore: Cristiano Gentili
Pagine: 320
Anno: 2013
Casa Editrice: Ota Benga
ISBN: 9788890876110
Disponibilità: Libro Cartaceo e Versione E-book
Sito ufficiale: Ombra Bianca

Quando uno scrittore proveniente dal paese X ambienta un proprio racconto nel Paese Y senza esserci stato realmente me ne accorgo quasi sempre e normalmente abbandono la lettura dopo poche pagine. Sono fermamente convinto che non basta documentarsi bene su internet per descrivere lo stile di vita di un paese che non si conosce. Curiosando sul sito ufficiale di questo libro ho letto che l’autore ha viaggiato in Tanzania per conoscere personalmente la realtà di cui parla e questa è proprio una caratteristica che apprezzo sempre in uno scrittore.

Cosa succederebbe se su un’isola nel cuore dell’Africa, lontana anni luce da turismo e safari nascesse una bambina dalla pelle bianca? Il libro risponde fondamentalmente a questa domanda raccontando gli eventi scatenati da tale nascita. Eventi caratterizzati da razzismo, superstizione, disperazione, traffico di organi, il tutto raccontato con una scrittura scorrevole in un libro che si legge tutto d’un fiato. Non voglio aggiungere altro sulla trama; qui piuttosto vorrei indicare le varie riflessioni che ho fatto leggendo questo bel romanzo.

Riflessioni sul razzismo generato da un’antica credenza popolare; sull’importanza di viaggiare per aprire la mente e far capire che gli esseri umani sono tutti uguali indipendentemente da religione o colore della pelle; sullo sfruttamento nelle miniere; sulla disperata ricerca di un’amicizia da parte della piccola protagonista del libro vittima di un’ingiustificata emarginazione; sulle curiose storie raccontate dai vari personaggi del libro, su tutte quella della scimmia e dello squalo; sui curiosi comportamenti di una donna incinta per avere un figlio “normale”, come evitare di trasportare l’acqua dal fiume per scongiurare il pericolo che suo figlio nascesse con l’acqua alla testa. Consiglio questo libro sia per la bravura dell’autore nel trasmettere le emozioni vissute in prima persona nei luoghi dove è ambientato il romanzo che per le delicate tematiche trattate in modo mai banale quali emarginazione e razzismo. Concordo pienamente con una delle tante belle frasi che ho trovato in questo libro: la tradizione era in contrasto con l’evoluzione. Ma questo purtroppo accade tuttora e non solo in Africa.

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