Le imprevedibili conseguenze del consumismo

… Lei restava trasparente, questa era la sua missione, mediata dal vetro. Per la verità il destino di anonimato non riguardava solo lei, ma tutte quelle come lei, che tuttavia non poteva saperlo, visto che non esisteva nemmeno per se stessa …
basta smetto Autore: Elena Novelli
Pagine: 87
Anno: 2013
Casa Editrice: Indies g&a
Disponibilità: Versione E-book
Dove acquistarlo: Amazon

Un libro formato da cinquanta racconti che hanno per protagonisti degli oggetti inanimati è una di quelle letture che stimola la mia curiosità già nel momento in cui do una rapida occhiata alla sinossi. Sinceramente all’inizio temevo di annoiarmi visto la peculiarità dell’argomento; pensavo che non si potesse intrattenere facilmente il lettore con storie narranti la “vita” di oggetti inanimati ma non è stato così, questo libro è stata una piacevole sorpresa.

Ogni racconto ha per protagonista un oggetto inanimato; ma dietro ognuno di tali oggetti si nascondono personaggi in carne ed ossa che esprimono emozioni o disagi visti e interpretati dal punto di vista, appunto, dell’oggetto protagonista della storia. Ogni racconto regala inoltre il piacere di scoprire tali oggetti solo citati e le cui identità vengono svelate nel finale di ciascuna storia.

L’idea è decisamente originale; ma l’originalità non basta a intrattenere il lettore. L’autrice di questo curioso libro riesce perfettamente nell’intento: riesce quasi a commuovere raccontando la triste vicenda di una macchia di umidità eliminata con prodotti di pulizia; provoca compassione quando narra gli ultimi giorni di una lavatrice buttata via dopo tanti anni solo perché era ormai un vecchio modello; le stesse sensazioni vengono provocate con altri oggetti sostituiti solo perché un po’ vecchi e rumorosi come una tovaglia da tavola o una lavastoviglie. L’autrice racconta la storia di uno specchio riuscendo a provocare compassione per un pezzo di vetro; ci regala battibecchi tra una teiera e una caffettiera; osservazioni di oggetti che riflettono sulla superficialità degli esseri umani; la rottura di un oggetto che vive la riparazione come un’operazione chirurgica; la sostituzione di un campanello che non funziona più vissuta quasi come un’eutanasia; persino una “storia d’amore” tra una coppia di calzini. Credo infine che leggendo questo piacevole libro ognuno potrebbe identificarsi in un oggetto; a me è successo: mi sono sentito un pezzo di un puzzle.

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