…Non si può impedire a qualcuno di farsi o disfarsi la propria vita, si tenta, si soffre, si lotta ma le persone non sono di nessuno, nel bene e nel male…
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Autore: Pier Vittorio Tondelli Anno: 1980 Pagine: 208 Casa Editrice: Feltrinelli Disponibilità: Versione cartacea e digitale Dove acquistarlo: Feltrinelli |
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Tondelli scrive Altri Libertini prima dell’80, quando in Italia era stato approvato solo da qualche anno il divorzio con un referendum. Tondelli quindi si presenta così in un Italia alquanto conservatrice: omosessuale dichiarato che parla di drogati e depressi con scene esplicite di sesso, etero e omo, in storie che avrebbero dovuto dare voce a personaggi visti da tutti come dei reietti ma che invece scatena l’inferno e una censura che tutto sommato, forse, si aspettava pure lui. Dopo l’inferno, la censura e la rivolta dei bigotti, il libro viene per fortuna capito e pubblicato addirittura da Feltrinelli. Così che Tondelli inizia ad essere apprezzato, si riconosce il suo talento che sforna altri romanzi che rievocano i temi di Altri Libertini. E quel talento non si fossilizza su quei temi, ma evolve e si fa più elegante senza mai dimenticare quei personaggi reietti che l’hanno lanciato.
Poi purtroppo quel talento ci ha lasciato prematuramente, io ne avevo già parlato sui miei canali quando lo descrissi come meglio di Bukowski, autore che io adoro e che viene sempre accostato a Tondelli. Meglio di Bukowski che invece sì, si è paralizzato in quei personaggi reietti lasciando di rado la sua zona di conforto. Ma a me Bukowski piace lo stesso, ho parlato anche di lui, e per oggi qui concludo dicendo che Altri Libertini io in realtà l’avevo letto insieme a tutto quello che ha scritto uno dei più grandi patrimoni della letteratura italiana che ho appena riletto e che voglio omaggiare con questa mia breve riflessione, invitando a chi ancora non ha avuto modo di conoscerlo di addentrarsi nel suo intrigante mondo letterario.

