7 libri di autori di varie nazionalità VIII

La maggior parte degli autori che ho letto in questi ultimi anni e che continuo a leggere sono, per una questione di gusti e circostanze della mia vita, italiani, statunitensi, britannici, spagnoli e cileni. Così che in questa serie di post ho deciso di raggruppare libri di autori di altre nazionalità di cui ho parlato sul mio profilo Instagram, @mia_nonna_fuma.

Gli autori dei libri che segnalo oggi provengono da Ungheria, Canada, Giappone, Francia (2), Austria e Grecia.

Un Nobel che scrive racconti di una bellezza disarmante: così me lo preannunciavano le mie aspettative. Ci ho creduto leggendo la quarta di copertina e le prime venti pagine della prima storia. Poi è iniziata una discesa ripida verso la noia.
Ci sono libri con cui la scintilla non scatta, e a volte faccio fatica a capirne il motivo. In questo caso ho trovato in effetti eleganza e spunti interessanti nascosti in una narrazione ermetica, ma che, semplicemente, non fa per me. Bocciato.
Il vino che ti parla come un amico anche quando diventa un tuo nemico, proprio come il tuo lato oscuro, che amico non è mai stato. L’ansia e la paura che prendono vita. La bellezza che nasce dal degrado. Il resto del mondo che ti osserva con sospetto e inquietudine. Potrei continuare a elencare i temi suggestivi di questo manoscritto che trasforma il male in qualcosa di elegiaco.
È da circa trent’anni che lo tenevo tra le mani ma lo evitavo, per una mia avversione verso la poesia che difficilmente mi coinvolge come la narrativa. Meglio così: l’ho scelto in un momento in cui la mia maturità letteraria mi ha permesso di apprezzarlo a fondo.
L’unica cosa che mi ha tenuto sveglio durante la lettura di questo best seller è stata la curiosità di capire chi diavolo fossero i sette killer. Ci sono arrivato distrutto, dopo oltre 500 pagine con un colpo di scena poco credibile ogni due, in una storia che, tra l’altro, ho pure faticato a capire. Ho anche scoperto che ne hanno tratto un film con Brad Pitt, di cui non sono riuscito nemmeno a finire di vedere un trailer di una rara bruttezza.
Unica nota positiva: un ragazzino psicopatico delle medie che tenta di uccidere un coetaneo beffeggiando la mafia giapponese. Troppo poco.
Non esiste l’autore perfetto, ma ci sono tanti autori che si avvicinano alla perfezione. Sono quelli che sanno comunicare, quelli che possono raccontare qualsiasi cosa riuscendo ad appassionarti; sono quelli che allo stesso tempo riescono a insegnarti qualcosa, come un pezzo di storia che hai percepito dai notiziari ma che in realtà non hai mai compreso a fondo, come la caduta dell’URSS. Quando poi scopri quell’autore quasi perfetto mentre ti stai avvicinando alla soglia dei mille libri letti, apprezzi ancora di più la tua passione per la lettura. Come se non bastasse, ti fa nascere la voglia di cercare un altro potenziale grande autore. Così oggi mi ritrovo a voler leggere tutto di Carrère e a inseguire le tracce di Limonov, perché ogni scoperta apre la porta a un’altra, in un percorso che non puoi più interrompere.
Tra la fine dell’800 e gli inizi del ’900 la letteratura si addentra nei più struggenti meandri della psiche umana. È un periodo in cui l’intelletto si confronta apertamente con i propri turbamenti: paure intime, ossessioni, ipocondrie e una sessualità che emerge inquieta e problematica.
In questo contesto emerge Musil, poco più che ventenne, con quest’opera breve ma con dialoghi e turbamenti così intensi da farla apparire monumentale. Ora sto qui a domandarmi cosa sia stato capace di creare nelle sue età più mature.
Un capolavoro a volte è qualcosa in cui ti imbatti in un momento particolare della tua vita, quando riesci davvero ad apprezzarlo. Forse, in un altro momento, l’avrei ritenuto ottimo, o bello, o forse l’avrei comunque visto come un capolavoro. In questo periodo, comunque, cercavo qualcosa di completo: un periodo storico che non conoscevo, in un Paese che rimane sullo sfondo, senza pretendere di insegnare, ma per farci conoscere il contesto di una vita. Una vita, appunto, avventurosa e realmente esistita, così interessante da farti godere ogni attimo del racconto. E poi uno scrittore potente, che sa scrivere, con uno stile capace di strapparti sorrisi nonostante i drammi. Da leggere.
Una vita viene suddivisa in frammenti, distanziati temporalmente di qualche anno. Ogni capitolo ne racconta uno, senza raccontare nulla di quello che succede tra un frammento e l’altro. E sinceramente, quei frammenti sono scritti così bene che me ne frego di quello che succede in mezzo.
Ogni frammento ha la sua anima ed è carico di qualcosa: tensione, colpi di scena, emozioni, l’elenco potrebbe continuare. E in ogni frammento si possono trovare persino diverse combinazioni di tutto questo. Capolavoro.

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