Gipsy

… Ero nata ai margini di quel bosco incolto e lei mi aveva strappata dal cespuglio più folto che aveva trovato, credendo che non avessi bisogno di acqua e nutrimento, sole e potatura, per poter crescere come le altre rose, quelle che tutti ammiravano, quelle che meritavano ben altro che essere rinnegate e trascurate come me …
gipsy Autore: Simona Tomaino
Pagine: 84
Anno: 2012
Casa Editrice: Rupe Mutevole
ISBN: 9788865912034
Disponibilità: Libro Cartaceo
Dove acquistarlo: in Mondadori

Credo che la copertina di un libro sia importante perché è il suo biglietto da visita soprattutto quando l’autore è un esordiente. Molte volte la bella copertina è solo l’illusione di avere tra le mani un bel libro che poi delude, ma non è assolutamente il caso di Gipsy. La copertina intrigante è solo l’inizio di una storia che di sicuro non deluderà il lettore e scritta da un’autrice che sembra avere anni d’esperienza nel mondo della letteratura.

Che la protagonista di questa storia non fosse una bambina come tutte le altre si capisce sin dalla prima pagina. Gipsy è un’adolescente che soffre in silenzio e che cerca di capire il comportamento inspiegabile di un adulto che dovrebbe amarla ma che invece la odia. Un odio che però non è silenzioso come la sofferenza della protagonista di questa commovente storia, ma che viene manifestato continuamente con violenza fisica ma soprattutto psicologica. Mi piace come Gipsy tende a non condannare gli adulti ma cerca costantemente di capirli, sforzandosi di trovare qualcosa di buono persino in una persona che la fa soffrire continuamente.

È un libro che può piacere a diverse categorie di lettori perché caratterizzato da vari spunti interessanti come una valle incantata dove si facevano tutti di crack per gli amanti del pulp; l’amore innocente di un’adolescente per i più romantici; frasi elaborate e suggestive per chi in un libro viene attratto dallo stile dello scrittore oltre che dalla storia e che legge con una penna in mano per sottolineare o appuntare frasi del libro; lo spirito di un bambino morto in bagno per gli amanti dell’horror. Tutto questo è ben amalgamato con una scrittura semplice e mai banale resa ancora più piacevole dall’uso sporadico del francese e dalla citazione di gradevoli pezzi musicali. Il libro non annoia mai ed è curato in ogni singola frase dalla sua autrice che sicuramente continuerò a leggere. Una menzione particolare la merita il finale che ho trovato geniale ma su questo non aggiungo altro, buona lettura!

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