La sottile visione dell’altalena

… Viveva in città, una bellissima città sentimentale del Centro Italia. La definiva così perché sembrava che tutte le risorse di quella terra sgorgassero da emozioni forti, buone e cattive, ma vive. Lo intravedeva nello sguardo delle persone, inondate dall’amore e dalla crisi, dall’amore in crisi, dalla crisi dell’amore …
basta smetto Autore: Eleonora Buompane
Pagine: 87
Anno: 2016
Disponibilità: Versione E-book
Dove acquistarlo: Amazon

Di solito faccio fatica a iniziare a leggere un libro catalogato nella collana di una casa editrice dedicata a Jane Austin; ci ho messo anni a iniziare persino a leggere un libro di Jane Austin, esclusivamente per una questione di gusti. Ma quando mi ritrovo per le mani un libro come questo i pregiudizi su alcuni generi letterari dovuti ai miei gusti che mi guidano quasi sempre verso i vari Coupland e Bukowski, vengono prontamente smentiti dalla bravura dell’autrice che, nel caso specifico di questo romanzo, non mi ha mai annoiato e che cura ogni singola frase come il verso di una poesia.

Il libro racconta la vita della malinconica Irene che alterna le sue giornate tra lo yoga, la cartoleria dove lavora, i suoi amici e l’abituale bar che propone concerti di gruppi alternativi. Irene si ritrova improvvisamente di fronte a un ammiratore segreto -introdotto così bene da lasciare il lettore in una costante curiosità fino alla scoperta della sua identità- e vive tra i mesti ricordi di una famiglia che non si è potuta godere da bambina. A mio parere questo libro è stilisticamente bellissimo e l’autrice passa costantemente dalla prosa alla poesia senza marcare il confine tra i due generi letterari. È poesia persino la descrizione della torta della zia Amelia che si prende cura di Irene.

Mi sono particolarmente piaciute l’autocitazione all’inizio del libro e le poesie d’amore dirette a Irene scritte dall’ammiratore segreto. Mi piacciono le citazioni a gruppi e artisti di cui non vengono svelati i nomi e quindi lasciate all’immaginazione del lettore, mi ha fatto piacere riconoscere un gruppo in particolare leggendo le sensazioni provate da Irene ascoltando quella bellissima canzone il cui titolo tradotto in italiano è Stanotte Stanotte. Mi piace il personaggio di Irene, mi ricorda a tratti Amélie Poulain per la sua spensieratezza nel vivere persino momenti particolarmente tristi della sua vita. Consiglio questo libro agli amanti delle storie d’amore, della poesia, dei classici e anche a chi si sta avvicinando al mondo dello yoga.

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