Prima che il mondo cominci a bruciare

… La distanza tra la classe politica e gli elettori ha ormai raggiunto livelli inammissibili. Siamo tornati al medioevo con l’aristocrazia al potere ed il popola a mantenerla. Una classe di privilegiati nutrita da precari, da gente con il conto in banca vuoto …
basta smetto Autore: Federico Crosara
Pagine: 150
Anno: 2012
Casa Editrice: Narcissus Self Publishing
ISBN: 9788867552528
Disponibilità: Libro Cartaceo e Versione E-book
Sito ufficiale: Fuoco Dentro

Ho scoperto questo libro attraverso il sito ufficiale creato dal suo autore che segnalo nella scheda tecnica. L’home page ha un link che porta direttamente a una pagina che ne racconta la storia. Ho visitato tutto il sito e in ogni pagina ho trovato almeno uno spunto interessante. C’è anche una pagina con tutte le info su come acquistare il libro. Ho deciso di contattare l’autore per chiedergli di farmelo recensire; è stata una decisione felice. Questo libro merita decisamente di essere letto.

Il libro racconta il malessere di un gruppo di giovani che vivono le problematiche e le angosce del precariato. Attraverso il protagonista della storia si vivono le ansie e le preoccupazioni di chi non riesce a trovare un lavoro fisso; si respira la tipica ipocrisia aziendale caratterizzata da quella finta gentilezza del datore di lavoro e del suo leccalulo preferito che trattano il nuovo arrivato come un amico, ma che sono disposti a licenziare da un momento all’altro per un futile motivo; soprattutto si riflette su come un ragazzo intelligente e preparato nel proprio settore sia un precario, mentre il raccomandato di turno dalla dubbia intelligenza e preparazione guadagna un sacco di soldi. Di solito chi vive queste esperienze decide di emigrare, ma nel caso del protagonista di questa storia le cose vanno in modo leggermente diverso.

Il libro non esprime solo la rabbia del protagonista ma ha anche tanti altri spunti interessanti che ho apprezzato; su tutto la descrizione della società vista come una giungla di cemento, asfalto e merda, con l’aria bollente e putrida, abitata da zombi cotti, dove il protagonista era costretto a cercarsi un posto nuovo dove stare. L’autore ci fa notare come siano utili i tanti argomenti che abbiamo a disposizione quando siamo costretti a conversare con persone di cui non ci importa nulla: il tempo, il calcio mercato e la figa. I vari personaggi del libro si sentono sfruttati e derisi, troppo piccoli e indifesi per adattarsi nella società in cui vivono. Ma in questo libro le tematiche calde si alternano a quelle sarcastiche e ironiche; il protagonista per esempio si fa continuamente domande che comunemente ci facciamo un po’ tutti. Come quando ci scagliamo contro la critica letteraria o musicale fatta da giornalisti che magari non sono nemmeno esperti di letteratura e musica. Mi è piaciuto come lo scrittore interagisce con il lettore, l’ho trovato molto originale; mi è piaciuto un po’ tutto quello che ho letto, è stato uno di quei libri che sicuramente consiglierò di leggere.

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