La signorina Tecla Manzi – Recensione

… Secca da far paura e non più alta di un metro e cinquanta, stava compostamente seduta sulla sedia, la schiena bella dritta e la borsetta sempre afferrata con due mani. Aveva un leggero tremito del capo e il vezzo di contrarre a intervalli regolari le ali del naso, dopodiché emetteva uno sbuffo, rumoroso e singolare …
basta smetto Autore: Andrea Vitali
Pagine: 262
Anno: 2011
Casa Editrice: Garzanti
ISBN: 978-8811682769
Disponibilità: Libro Cartaceo e Versione E-book
Dove acquistarlo: Amazon

In un paese dove non succede mai nulla, Bellano sul lago di Como durante gli anni 30, un maresciallo sardo si ritrova finalmente un passatempo che lo distragga dai continui pensieri verso la sua amata lasciata nell’isola, e di cui stava dimenticando persino i lineamenti. Il passatempo glielo fornisce la piccola signora, anzi signorina, Tecla Manzi che indossa un cappotto color grigio topo e porta una borsetta tenuta stretta con le mani all’altezza dello stomaco. Signorina per dire, sessant’anni li aveva tutti. Forse qualcuno di più. Portati né bene né male, era del tipo nata vecchia. La storia comincia, appunto, con la denuncia da parte della signorina del furto di un quadretto con il Sacro Cuore di Gesù. Questo è l’inizio di una serie di eventi che s’intersecano tra di loro e che turbano all’improvviso la quiete di una tranquilla caserma dei carabinieri.

La sopraccitata signorina Tecla Manzi vittima di quello strano furto, un santone truffaldino che cura diarree e vermi stomacali causati niente di meno che dal duce, un profanatore di tombe. Inizia tutto nella stessa giornata, all’improvviso, quando la signorina Tecla Manzi apre il vaso di Pandora da dove fuoriescono furti, inganni, usurai collegati tra di loro, con la signorina, con il santone e con il profanatore. Le storie, tutte interessanti, evolvono in parallelo, in capitoli corti che mantengono sveglia la curiosità del lettore che scopre a poco a poco come avanzano verso un’unica soluzione.

Questo è il primo romanzo che recensisco ambientato durante il fascismo e di Andrea Vitali. È un autore che non conoscevo, da uno stile che riesce a essere sarcastico e malinconico allo stesso tempo -mi ricorda Walter Fontana- e che riesce a far sorridere raccontando persino eventi di un’epoca buia come il fascismo. Ma, da quella parte, aveva di fronte la faccia di sua moglie che, nel sonno si trasformava. Cedeva all’età, i quaranta erano ormai suonati, e a una certa rilassatezza di costumi. Altrimenti l’appuntato Misfatti non riusciva a definire quel suo russare, bofonchiare, a volte sputacchiare fastidioso, quantomeno.

La storia è raccontata con ironia, ricorda a tratti una di quelle commedie all’italiana che tanto hanno fatto sorridere e riflettere, provoca un sorriso con lo stile e allo stesso tempo narra un pensiero profondo, come nei film di Monicelli. Vitali in questo libro racconta un paese di provincia in cui si svolge una vicenda che tra la perdita e il ritrovamento di quadri e cadaveri ci fa vedere le manie, il bigottismo, le credenze di gente chiusa con gli sconosciuti. Questo libro è stato pubblicato nel 2011, è ambientato negli anni del fascismo e descrive un ambiente bigotto e a mio modesto parere attuale. Anni 30 o tempi moderni, piccolo paese del nord o del sud, tanta gente conservatrice chiusa e inospitale; tutto questo lo narra Vitali in questo bel libro che consiglio, ce l’ha dato la Storia di ieri studiata a scuola, e ce lo ripropone la Storia di oggi.

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