I consigli letterari non sono mai abbastanza XI – Meglio un Pulitzer che un Best Seller

Tante volte in cui mi hanno consigliato di leggere un Best Seller sono rimasto incredulo per il successo del libro, e sicuramente per una questione di gusti. Non mi riferisco ai Best Seller dalla dubbia qualità e massacrati dalla critica che sono stati solo boom commerciali, tipo la trilogia erotica delle sfumature, o tante autobiografie di personaggi televisivi o politici. Mi riferisco a fenomeni commerciali che mi sono giunti tra le mani poiché acclamati dalla critica. Mi è successo con un paio di titoli di Dan Brown che ho abbandonato dopo una cinquantina di pagine, o con L’amore bugiardo di Gillian Flynn, per esempio. Di sicuro provocherò l’ira di tanti appassionati che hanno amato i Best Seller che mi hanno deluso, ma i blog servono soprattutto a provocare reazioni, che possono essere positive e spingere a leggere un nuovo libro o autore, o negative e scatenare l’indignazione di qualche lettore. Quindi non mi preoccupo e sono disponibile a scambiare qualche opinione su quanto scritto.

I romanzi di Dan Brown non mi hanno trasmesso nulla, nessun interesse, nessuna curiosità di sapere quello che sarebbe successo nella pagina successiva, scritti con uno stile che non saprei neppure definire. Mentre de L’amore bugiardo il cui titolo italiano, tra le altre cose, svela contenuti del romanzo, racconta una storia poco credibile, per me a tratti tediosa, che mi ha annoiato fino all’ultima pagina, vissuta da personaggi apatici che vivono una storia d’amore e odio incomprensibile. Ho citato solo qualche caso eclatante di Best Seller che mi hanno deluso, ce ne sono tanti altri, ma mi fermo qui perché questo post lo voglio dedicare ai Pulitzer.

Difatti, tutte le volte in cui mi hanno consigliato di leggere un libro vincitore di un Pulitzer, o perlomeno finalista del concorso, non sono rimasto mai deluso. Ovviamente ci sono anche i Pulitzer (forse tutti) che sono diventati Best Seller e che, guarda caso, sono alcuni dei rari casi in cui mi hanno entusiasmato libri che hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo. Alcuni Pulitzer li ho scoperti dopo averli letti inconsapevole del premio, come Il vecchio e il mare. Qui voglio citare alcuni di quelli che ho letto per altri motivi pur sapendo del premio che avevano vinto, e altri ancora che mi sono stati segnalati proprio perchè hanno vinto il Pulitzer, o che hanno raggiunto la finale, e che mi hanno avvicinato ad autori che continuo a leggere.

Cattedrale. Racconti, finalista nel 1984, è una raccolta di 12 racconti dell’autore statunitense Raymond Carver, considerato uno dei fondatori del realismo sporco e dallo stile minimalista. Racconta di reietti, personaggi che si sentono sconfitti dalla vita che negli Stati Uniti vengono definiti semplicemente losers, perdenti, ma solo in apparenza, per una convenzione sociale, e che invece hanno tanto da dire.

Avviso ai naviganti, vincitore nel 1994, di Annie Proulx, autrice che ho scoperto da poco e di cui voglio leggere altro, ha come protagonista Quoyle, giovane vedovo con due figlie. La sua defunta moglie lo tradiva e Quoyle, pur appoggiato dalla zia, fa fatica a capire le sue due figlie. Il libro racconta della rinascita di Quoyle che si trasferisce nella fredda isola di Terranova con quello che gli rimane della sua famiglia, in un viaggio che l’autrice racconta con malinconia e ironia.

Vorrei citare anche Pastorale americana, vincitore nel 1998, e ll teatro di Sabbath, finalista nel 1996, libri di Philip Roth a cui dedicherò presto un post a parte. Qui mi limito a dire che sono tra i suoi libri che preferisco e che se è stato per anni uno degli eterni candidati al Nobel per la letteratura, un motivo ci sarà e vale la pena leggerlo.

Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay, vincitore nel 2001, di Michael Chabon, è il libro di un altro autore statunitense che consiglio di leggere. Il romanzo parla di Josef Kavalier, che scappa da Praga quando era occupata dai nazisti e di Sam Clay, scrittore statunitense, che s’incontrano a New York e danno vita a uno straordinario fumetto. Chabon ha scritto libri completamente diversi tra di loro, per genere e stile, ma sempre caratterizzati dalla sua arguta ironia.

La breve favolosa vita di Oscar Wao, vincitore nel 2008, di Junot Diaz è in assoluto uno dei miei romanzi preferiti. Si tratta di un libro malinconico, emozionante, che fa conoscere la dittatura di Trujillo nella Repubblica Dominicana e che ha per protagonista un ragazzo sovrappeso, impacciato, appassionato di fantascienza e che sogna di diventare il J.R.R. Tolkien dominicano.

Così che, quando non so cosa leggere e ho voglia di scoprire un nuovo autore, invece di consultare la lista degli ultimi Best Seller dell’anno, preferisco cercare tra i vincitori e i finalisti di un Pultizer qualche autore o libro che ancora non conosco per andare sul sicuro. E voi ne avete qualcuno da consigliare?

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13 commenti

  1. Anch’io mi avvicino difficilmente ai best sellers… concordo sul fatto che il Pulitzer venga generalmente assegnato a onore del merito. Tra quelli che ho letto recentemente, ti suggerisco:
    La ferrovia sotterranea, di Colson Whitehead, Big Sur edizioni 2017
    Un matrimonio americano, di Tayari Jones, Neri Pozza editore 2018

    Tra le mie letture estive c’è : “Il simpatizzante” di Viet Thanh Nguyen, che lo ha vinto nel 2016.
    Ti saprò dire se conferma la buona tradizione….
    Ciao, Pina

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  2. Sono rimasta scottata più di una volta dai bestseller: ormai li prendo solo in biblioteca.
    Come non darti ragione sul Pulitzer: amo Carver e adoro Roth (aspetto il post a parte <3).
    Ho già in wishlist Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay. Mi segno Avviso ai naviganti.
    Ti consiglio (di solito anche io li leggo "inconsapevolmente"): Middlesex, Le correzioni e Il Cardellino.
    Buone letture!

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  3. Ultimamente amo i racconti. Ho appena terminato Cari mostri di Stefano Benni. La prima metà dei racconti mi sono proprio piaciuti. La seconda metà dei racconti presenti alcuni si e alcuni no, ma nel complesso mi ha soddisfatto. Penso che prossimamente leggerò La donna che scrive racconti o Storie ribelli. Buone letture a tutti! :o)

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  4. Di Best Seller ormai ce ne sono troppi e troppo spesso mi deludono. I Pulitzer per la narrativa invece mi hanno sorpreso, ricordo La ferrovia sotterranea e, come te, Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay. Spesso vado a pescare lì le prossime letture, anche tra i candidati, non solo tra i vincitori.

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