La collina del vento – Recensione

… Questi luoghi sono ricchi fuori e dentro. Solo chi è capace di amarli sa capirli e apprezzarne la bellezza e i tesori nascosti. Gli altri sono ciechi e ignoranti. O disonesti e malandrini che pensano solo alle loro tasche …
Autore: Carmine Abate
Pagine: 260
Anno: 2012
Casa Editrice: Mondadori
ISBN: 978-8804608769
Disponibilità: Libro Cartaceo e Versione E-book
Dove acquistarlo: Amazon

La collina del vento racconta la storia di tre generazioni di una famiglia calabrese a partire dalla prima guerra mondiale fino ad arrivare ai giorni nostri. Le avventure familiari vengono narrate senza tralasciare gli eventi storici e popolari della Calabria e del resto dell’Italia che fanno da sfondo alla storia principale. Si tratta di una famiglia ammaliante, che riesce ad affascinare il lettore come le famiglie di saghe più note come quelle di Cent’anni di solitudine e La casa degli spiriti. Tanti classici che raccontano l’America latina riescono a descrivere famiglie che entrano dentro la tua mente e non ti lasciano più, così come avviene con La collina del vento, che credo un giorno diventerà un classico di riferimento che racconta la Calabria.

La storia della famiglia calabrese ruota intorno a degli scavi portati avanti per cercare l’arte, i resti della mitica città di Krimisa, ma che trovano anche la morte. Sullo sfondo, come dicevo, gli orrori delle guerre mondiali, la fame dei dopo guerra, il fascismo e le sue ingiustizie (resta per me ancora incomprensibile l’odierna diffusa apologia del fascimo), la prepotenza dei ricchi latifondisti che si accanivano contro i poveri, e l’orrore della mafia. Tuttavia sullo sfondo troviamo anche la bellezza della Calabria, il suo fascino, il suo dialetto, la sua natura selvaggia. I termini dialettali amalgamati all’italiano, tipici della scrittura di Carmine Abate, creano una certa nostalgia tra i meridionali che in Calabria ci tornano solo in vacanza.

Il vento non smette mai di fiatare sulla collina, sale dalle timpe, dalla fiumara o dal mare, scuote le cime degli alberi, accarezza il cucuzzolo giorno e notte, ruzzola lungo i pendii come un bambino felice, ma quando si arrabbia sono guai: vortica risucchiando ogni cosa, polvere, rametti spezzati, foglie, spine e breccia, che scaglia tutt’intorno con la furia di un vulcano impazzito.

Di Carmine Abate avevo letto e recensito anche La moto di Scanderbeg (la mia recensione si può leggere qui), libro che mi affascinò per la bellezza d’animo dei suoi personaggi e per il modo in cui racconta le vite legate alla Calabria. Trovo La collina del vento addirittura migliore per come vengono narrate le sensazioni che provoca questa regione, fascino per chi ci vive e chi la visita, rabbia di chi la lascia ma che non la dimentica, coraggio per chi la comprende ma non la vuole lasciare. Carmine Abate è per me uno dei migliori autori che parla della Calabria, ma non lo consiglio solo per quello, è un autore da scoprire soprattutto per chi ama quei classici letterari che ho citato all’inizio e che si è appassionato ad autori come Marquez e Allende e vuole scoprire un nuovo autore che non ha nulla da invidiare ai suoi colleghi latinoamericani.

Per sempre è un’espressione effimera che racchiude la nostra voglia caparbia di perdurare nel tempo. Non esiste nulla per sempre, a parte le cose tangibili, ritenute erroneamente inanimate, come le pietre di fiumara, le montagne della Sila, il mare nostro, il vento.

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