Loro – Recensione

… Rievocava la sua fanciullezza con immagini saltuarie e lampeggianti, come se fosse stata un film girato prima della sua esistenza, una di quelle vecchie pellicole comiche sfarfallanti nelle quali individui stupidamente vestiti non potevano aver provato né sofferenze né angoscia. Come potevano essere umane delle persone così antiquate? …
Autore: Joyce Carol Oates
Pagine: 653
Anno: Edizione del 2017
Casa Editrice: Il Saggiatore
Disponibilità: Libro Cartaceo e Versione Digitale
Dove acquistarlo: Il Saggiatore

Loro è il terzo volume della quadrilogia “Nuova epica americana” in cui Joyce Carol Oates delinea una critica feroce al sogno americano, aspirato da tutti ma che può sconvolgere una vita se cercato in modo ossessivo. I libri sono indipendenti, si possono leggere senza seguire l’ordine cronologico delle loro uscite e tutti vengono introdotti da un evento macabro (a volte solo accennato, altre spiegato con un realismo sconvolgente) che apre una storia caratterizzata da diversi generi letterari. Loro inizia raccontando ancora una volta la provincia statunitense, stavolta l’Ohio. La provincia americana a me non piace, lo dico senza fronzoli, l’ho vista e l’ho vissuta, a dire il vero poco, ma quanto basta per capire che non fa per me: troppo chiusa in se stessa, non sente il bisogno di sapere cosa si cela aldilà dei propri confini, come la racconta la Joyce, con un’analisi spietata che non perdona nessuno. La storia si sposta poi in campagna fino ad arrivare a Detroit, città violenta e a volte chiusa come la provincia che fa da sfondo a gran parte del romanzo. Il paese, la campagna e la città americana, c’è tutto degli Stati Uniti d’America in questo romanzo.

I temi principali dell’opera sono, come accennato, il bisogno di stare ancorato nella propria realtà senza l’interesse su cosa si trova fuori dal proprio luogo di residenza; la leggerezza sull’uso delle armi; il razzismo più bieco perché vissuto con normalità; la droga; e, appunto, l’illusione del sogno Americano. Nelle prime pagine vengono introdotti decine di delitti misteriosi irrisolti, descritti come se fossero la normalità, come un piatto tipico o una tradizione. In questo romanzo i personaggi vengono chiamati spesso non per nome ma con dei freddi lui, lei o loro. Forse un espediente usato dall’autrice per distaccarsi dai suoi personaggi, per allontanarsi da quelle figure quasi schifata dalle sue stesse creature quando si comportano in modo sinistro. Quando leggo i libri della Oates permane dentro di me per tutta la lettura una profonda angoscia, un senso d’impotenza verso eventi che scorrono come non vorrei, pervasi di ingiustizia e assurdità, in una società così dura da far male. Dura e purtroppo reale.

In questo romanzo ogni capitolo si chiude con un colpo di scena sviluppato nel capitolo successivo, alternando differenti generi letterari con sfumature di stili diversi ma accompagnati sempre da una certa scorrevolezza che contraddistingue le opere della Oates. Loro è un thriller, un libro drammatico, un “on the road”, a tratti un romanzo di formazione. È la storia di Loretta, giovane madre senza studi, triste per la sua vita che scorre senza stimoli e introspezione; di suo figlio Jules, ragazzo ribelle che non accetta i suoi cari e pensa a come sbarazzarsi del padre, magari uccidendolo a coltellate; della secondogenita Maureen (il personaggio più profondo), responsabile, secchiona e incompresa. Maureen inoltre non comprende la sua generazione per colpa di una cattiva interpretazione della sua femminilità.

Accomunate dalla loro passione, dalla necessità di cadere nell’amplesso frenetico di qualche ragazzo e di concedergli tutto, si riunivano in gruppi innervositi, deliziati, e parlavano. A volte conversavano a bisbigli, come se fossero state in chiesa. I maglioni regolamentari della scuola non riuscivano a contenere il loro respiro eccitato. Le loro mani si agitavano tracciando gesti identici, tradendo abbandono, una felicità sgomenta, un cadere folle, stravagante. Era incomprensibile.

Loro è anche la storia della famiglia bislacca di Loretta, Jules a Maureen, capeggiata dall’acida nonna Wendall, in un viaggio continuo tra città e campagna, nell’America della Oates da scoprire con tutte le sue contraddizioni. I protagonisti sono circondati da altri personaggi bizzarri che entrano nella storia a volte solo per poche pagine ma che lasciano il segno, rendendo la vicenda sempre interessante e complessa, come loschi trafficanti, adolescenti depressi e confusi, e poliziotti corrotti.

È anche interessante conoscere la genesi della storia, spiegata dall’autrice nell’introduzione. Infatti esiste un contatto sottile tra finzione e realtà che si scopre all’inizio dell’opera, e si vive dopo, quasi alla fine del romanzo. Un contatto affascinante che commuove perché rende il dramma di uno dei personaggi reale e tremendamente triste. Non aggiungo altro per non rovinare possibili sorprese a chi vuole immergersi in questa straordinaria lettura, potente e coinvolgente come tutto quello che ho letto finora di Joyce Carol Oates.

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