7 libri di autori statunitensi IV

Oggi segnalo altri sette libri di autori statunitensi di cui ho parlato sul mio profilo Instagram, @mia_nonna_fuma.

In questo post troviamo ben tre autori che hanno vinto un Pulitzer (Annie Proulx, Michael Chabon e Andrew Sean Greer, anche se uno di loro mi ha deluso e capirete chi), un classico della mia adolescenza (Charles Bukowski), un altro grande classico (Ernest Hemingway), e due opere di un’autrice pazzesca che mi ha conquistato e di cui parlerò presto (Joyce Carol Oates).

‘Avviso ai naviganti’, vincitore del Pulitzer nel 1994, racconta la malinconica vita di Quoyle, giovane vedovo, anima ingenua e austera, con due figlie a carico. La sua defunta moglie lo tradiva, lo lascia solo all’improvviso e lui, pur aiutato da un’enigmatica zia, fatica ad allevare le figlie, adolescenti difficili e incomprese.
Il libro narra anche la rinascita di Quoyle che si trasferisce nella fredda isola di Terranova con quello che gli rimane della sua famiglia per voltare pagina, in un viaggio emozionante che l’autrice racconta con una prosa ricercata e ironica. Consigliato.
I personaggi reietti di Bukowski celano pensieri profondi oscurati da vizi e apatia. Dietro quella superficialità che l’autore ricerca di proposito nel suo realismo sporco c’è difatti poesia, amore, empatia nei confronti di chi soffre e ilarità.
‘Taccuino di un vecchio sporcaccione’ raccoglie racconti tra i più belli di Bukowski che hanno come protagonisti questi personaggi.
Un professore di un corso di scrittura creativa, marijuana e sesso dipendente, vive una crisi che gli impedisce di completare Wonder Boys, il suo atteso nuovo romanzo.
Quel libro non vedrà mai la luce, forse, per colpa di un trip senza fine in compagnia del suo editore stravagante -un altro sesso dipendente- e uno studente del suo corso, depresso, bugiardo cronico e amante improvviso dell’editore.
Wonder Boys è un’altra opera imperdibile della penna imprevedibile di Michael Chabon.
Arthur Less un giorno decide di viaggiare in giro per il mondo per evitare di andare al matrimonio del suo ex compagno. Il viaggio è esilarante, la lettura scorre rapida ed è piacevole, ma per me il libro non è da Pulitzer.
I romanzi che ho letto vincitori di questo prestigioso premio mi hanno ammaliato tutti, anzi quasi tutti, perché ‘Less‘ pur consigliandolo per la sua trama malinconica ma bella, per le riflessioni profonde del protagonista, per il viaggio presentato come cura dello sconforto, non mi ha preso come speravo. Peccato.
‘Il paese della meraviglie’ chiude “l’Epopea Americana” di Joyce Carol Oates. Una nuova opera camaleontica, un thriller, un libro drammatico, un “on the road”, a tratti un romanzo di formazione, in cui l’autrice americana compone l’ennesima critica rabbiosa al sogno americano.
Un sogno ingannevole, poco credibile, promesso a tutti ma raggiunto da pochi privilegiati, narrato da una delle più grandi autrici statunitensi in attività. Consiglio tutta la quadrilogia, da leggere anche in ordine sparso.
Oggi segnalo un classico per me indimenticabile che ho rivisto tra i miei libri, uno di quei romanzi che hanno fatto di me un lettore accanito: ‘Per chi suona la campana’.
È la storia di un’amicizia, un amore, un’avventura malinconica e straordinaria che racconta anche la guerra civile spagnola.
Il piano per l’esplosione di un ponte chiave della dittatura franchista è l’inizio di una delle migliori opere di Hemingway, un inno alla solidarietà in un mondo in cui, come indica il titolo, nessuno è indipendente dal resto dell’umanità.
Joice Carol Oates è un’autrice versatile, scrive opere di generi diversi, sempre in grado di lasciarmi una profonda inquietudine. È successo ancora con “Lovely, Dark, Deep”, una raccolta di racconti angoscianti, pur non presentando delitti, assassinii o folli psicopatici.
È una raccolta che racchiude vicende di persone normali, ma lo stesso turbanti, perché anche la normalità può far paura se raccontata dalla Oates.

14 commenti

  1. La Oates scrive divinamente bene, è capace di prenderti al laccio e di tenerti in tensione per interi capitoli… Avevo letto e apprezzato Uccellino del paradiso, e adesso conto di inizare presto il primo volume della monumentale quadrilogia.

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