Il buio e il miele – Recensione

…Ero riuscito a riposare qualche ora, la stanchezza e tutti i suoi diversi veleni erano scomparsi, ma mi sentivo ugualmente prigioniero di una strana aria indecifrabile ostile, come una ragnatela, o forse meglio una bolla di sapone che mi si era chiusa intorno e saliva saliva, senza regole oscillando mi portava via, ogni aspetto del mondo sempre più rimpicciolito, freddo e lontano.…
Autore: Giovanni Arpino
Pagine: 148
Anno: 1969
Casa Editrice: Rizzoli (prima edizione)
Disponibilità: Libro cartaceo e versione digitale
Dove acquistarlo: Amazon

Ci sono libri che inizio a leggere e che non posso fare a meno di lasciare. Capita a tutti i lettori d’altronde. A me succede di rado perché tendo a stancarmi dopo 30/40 pagine e ho bisogno di lasciare la lettura per qualche ora, ma comunque mi puó capitare, e per vari motivi. La fluidità del testo tipica di certi best seller che ti inchiodano al testo non è il mio caso. Di solito è grazie a qualche personaggio strambo o carismatico, o allo stile di un autore che sa raccontarti una storia o un mosaico di aneddoti con eleganza o con un segno di riconoscimento, senza annoiarti. Giovanni Arpino è uno di quegli autori e Il buio e il miele è uno di quei libri con personaggi interessanti.

Il romanzo racconta una strana relazione nata durante un viaggio tra un capitano burbero rimasto cieco e senza una mano durante un’esercitazione militare e uno studente che sta svolgendo il servizio militare. Lo studente accompagna il capitano a Napoli per fare visita all’amico tenente anch’egli rimasto cieco in un incidente. Lo scopo della visita si scopre a poco a poco durante questo malinconico viaggio che passa da Torino, Genova e Roma prima di arrivare a Napoli. Nasce un’amicizia particolare, quasi forzata ma che inizia a funzionare all’improvviso; un’amicizia che è una delle poche cose liete che accade nel romanzo. I due protagonisti passano per città bellissime, ma il romanzo difatti non parla di bellezza, non mostra il fascino dell’Italia, ma ciò che più si avvicina al suo degrado. Si tratta di un’opera malinconica, tanto, un pugno in faccia all’ottimismo, un libro pregno di tristezza: prostituzione, abuso di alcool, solitudine, amore non corrisposto, guerra e morte.

Il buio e il miele è divenuto celebre soprattutto per le sue due trasposizioni cinematografiche dal titolo Profumo di donna con protagonisti rispettivamente Vittorio Gasman e Al Pacino nel ruolo del capitano. Io ho visto solo la versione con Al Pacino che non ho apprezzato quanto il libro, come accade spesso.

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11 commenti

  1. Piccola nota sul film italiano. Lo vidi in un cine d’essai a Parigi, estate del 2008. Tutto in lingua italiana, con sottotitoli in francese. La sala era molto piena. Alla fine della proiezione, nonostante gli anni di lontananza dalla sua uscita, una buona metà del pubblico’ si lancio’ in un applauso. Leggero’ il libro, poi ti diro’. Ma il film merita. Quello di Al Pacino e’ una ciofeca.

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