Squatter! – Recensione

… In alcuni momenti la vedeva come un nido accogliente, come un utero protettivo, in altri era l’inferno, l’inferno in cui si sarebbe consumata la sua esistenza. D’un tratto la calda luce del sole cominciò a frastagliarsi di ombre e un brivido freddo le attraversò il corpo …

 

campo-di-concentramento-senza-lacrime Autore: Gianfranco Sorge
Pagine: 160
Anno: 2018
Casa Editrice: goWare
Disponibilità: Versione E-book e Libro Cartaceo
Dove acquistarlo: Amazon

Squatter! racconta la storia di Luna, giovane siciliana che lascia la sua Palermo per andare a vivere in un edificio occupato di Parigi, insieme a un gruppo di strani personaggi che mi hanno ricordato i “freaks” protagonisti di tante storie di Dylan Dog. La narrazione del romanzo si alterna tra prima e terza persona. Luna ci parla in prima persona del suo passato, di come crede di appartanere a una razza aliena e dei motivi che la spingono a vivere in quell’edificio parigino, mentre la voce narrante completa in terza persona i pensieri della ragazza, definendo la sua personalità e descrivendo i suoi compagni d’avventura. La vita di Luna è dura, le descrizioni dei suoi problemi legati alla bulimia e delle sue relazioni sessuali che arrivano a volte per pura sopravvivenza, colpiscono il lettore come un pugno allo stomaco. Nonostante le difficoltà che incontra quotidianamente nel suo duro mondo, Luna rimane firme nel suo stile di vita, ricordando la sua “normale” esistenza a Palermo come un incubo che la perseguita durante tutto il romanzo. Il lettore viaggerà con Luna tormentata dai suoi incubi mentre si ritroverà ad affrontare, tra le altre cose, due sospetti personaggi fiamminghi che avrebbero fatto terrore persino a Eli Roth mentre scriveva la sceneggiatora di Host, una traversata della Senna tra paranoie e visioni dalle cupe atmosfere che a tratti ricordano Il Regno di Lars von Trier, passando per macabri rituali di skin che tentano di bruciare vivi dei clochard. Il romanzo è un viaggio nella mente di Luna che lotta contro il mondo, a tratti contro se stessa, in un percorso che la condurrà verso un inatteso finale.

Luna non è sola in questo suo viaggio. La ragazza infatti un giorno incontra Dito, clochard che se ne va in giro con le sue dita mozzate nel taschino e di cui s’innamora. Tra i vari personaggi che le fanno compagnia troveremo anche Occhio, una signora con un occhio di porcellana e con la borsa piena di ricambi, e che fa ingelosire Luna per la sua relazione con Dito. Dito e Occhio insieme a un nutrito gruppo di personaggi che popolano la casa occupata creano da soli delle storie parallele per le loro peculiarità. Vengono descritti così bene dall’autore da farli quasi visualizzare nella mente del lettore. La mancanza di un gran numero di denti restituiva alla sua bocca le caratteristiche di uno sfintere anale tutto grinze e rughe che si distendevano in sincronia con il linguaggio in una sorta di disgustosa evacuazione. Mi piacciono i personaggi del libro che pur vivendo uno stato di disagio si sentono quasi dei privilegiati per il loro coraggio, intellettuali ribelli, supereroi presi per pazzi, con esistenze drammatiche –ma convenzionali a modo loro– di personalità realizzate dal loro stile di vita.

Lo stile dell’autore, che ho scoperto grazie a questo libro, in Squatter! è duro, diretto, a tratti gore, procura opinioni e desideri sessuali dei protagonisti, tutto senza fronzoli. La narrazione è così realistica e diretta da far quasi sentire il cattivo odore di quelle feci e urine che riempono lo spazio vitale di Luna, per esempio. Le convincenti e crude descrizioni che colpiscono il lettore non riguardano solo le vicissitudini di Luna. Si legge, tra le altre cose, di una tartaruga schiacciata violentemente da un tir, o di abusi sessuali su bambini. Tuttavia, improvvisamente, ci ritroviamo a leggere di una storia d’amore tra le strade di Parigi, tra due peculiari personaggi che la rendono alternativa –cosa che ho apprezzato–. Non è facile parlare di una storia d’amore ambientata a Parigi senza risultare patetico. Ma l’autore è bravo a trasmettere le preoccupazioni degli squatter, il loro conflitto interiore in bilico tra il proprio orgoglio e la loro disperazione, angosciando a tratti il lettore, ma raccontando come si può sempre trovare una luce, desiderata o meno, che porta ad amare, in modo convenzionale o in modo alternativo come in questo libro dove Luna, mentre amava Dito, sentiva le campane, poi capì che erano solo le provette in cui erano custodite le sue dita amputate a creare quell’effetto sonoro, urtandosi fra di loro.

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