Junot Diaz

Un libro può cambiare una vita, sia quella del suo autore che quella di un lettore. È il caso, per esempio, de La breve favolosa vita di Oscar Wao (The Brief Wondrous Life of Oscar Wao), saga familiare ambientata tra Repubblica Dominicana e USA, vincitore del premio Pulitzer nel 2008, libro dallo strepitoso successo, acclamato dalla critica e dal pubblico e, nel mio caso, libro tra i miei preferiti che ha incrementato in modo importante la mia passione per la letteratura.

Oscar Wao, soprannominato così per un errore di pronuncia di Oscar Wilde, è un ragazzo sovrappeso di origine dominicana che vive negli Stati Uniti, nerd impacciato, appassionato di fantascienza, che sogna di diventare il J.R.R. Tolkien dominicano e che s’innamora di qualsiasi ragazza che gli da un minimo d’attenzione. Il libro racconta parte della sua vita e le vicissitudini di tutta la sua famiglia distribuite in diverse epoche e che includono il periodo della terribile dittatura di Trujillo nella Repubblica Dominicana. È un libro a mio avviso completo, perchè racchiude tutto ciò che ci si può aspettare da un romanzo di successo che ha vinto un Pulitzer. È ironico, commovente, a tratti sarcastico, racconta le storie appassionanti delle vite di vari personaggi caratterizzati in modo eccellente, in un contesto storico descritto impeccabilmente e senza mai annoiare.

Queste componenti del libro rappresentano anche il mondo letterario del suo autore, Junot Diaz, che ho apprezzato anche leggendo le altre sue opere. Le raccolte di racconti, Drown e È così che la perdi (This Is How You Lose Her) presentano ancora quei personaggi con vite che alternano momenti allegri a drammatici, che ti conquistano e non ti lasciano indifferente, di cui Diaz racconta aneddoti delle loro esistenze che riescono a trasmettere forti emozioni.

Diaz è un attivista politico che difende caparbiamente diverse cause. È per esempio difensore dei diritti degli immigrati e ha organizzato diversi eventi e manifestazioni sul tema su tutto lo stato di New York. Questo influenza anche la sua scrittura, si giustifica per esempio con delle note per aver dovuto includere nelle sue opere aneddoti violenti della dittatura, o citazioni di personaggi viscidi che torturavano innocenti. A volte addirittura si scusa per essere stato obbligato a citare quei personaggi solo per il suo dovere di cronaca, quasi vergognandosi.

Purtroppo Diaz non è un autore molto prolifico, ha scritto poco; i libri che ho citato su questo post, qualche altro racconto pubblicato su dei periodici e una raccolta di racconti infantili. Aspetto il suo prossimo romanzo di cui si sa ancora molto poco. Perlomeno è facile leggere tutta la sua bibliografia per scoprire il suo mondo letterario, meraviglioso come la breve vita di Oscar Wao.

6 commenti

    • Grazie! 🙂 alcuni dei suoi racconti sono per me molto belli quasi come il suo romanzo, e sí, sono d’accordo con te… meglio poche opere ma buone. Ci sono tanti autori che apprezzavo tantissimo ma che hanno iniziato a deludermi perchè ormai scrivono solo perchè tocca farlo, come Palanhiuk.

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