Visto che siete cani – Recensione

… Le parole gli si accavallavano in testa, spuntavano contemporaneamente come insetti dall’orlo di un vulcano e marciavano a ranghi compatti verso lui. Vai a sceglierle, a metterle in ordine, vai tu a dire una parola: tu non sei importante, tu non c’entri, stai indietro, fai uscire quell’altra per prima …
campo-di-concentramento-senza-lacrime Autore: Walter Fontana
Pagine: 270
Anno: 2016 (Prima edizione del 2008)
Casa Editrice: Laurana
ASIN: B01MQVLL4T
Disponibilità: Versione E-book e Libro Cartaceo
Dove acquistarlo: Amazon

Emilio è distratto, la fantasia e la realtà s’intrecciano nella sua mente confusa che a volte inizia un pensiero su un fatto reale che si conclude con ciò che è avvenuto solo nella sua fantasia. I genitori di Emilio, quando era ancora un bambino, pensavano di avere un figlio superdotato che si annoiava a interagire con i suoi coetanei, preferendo temi di conversazione che andavano al di là di semplici fumetti o serie televisive. Così che a soli 11 anni gli facevano ascoltare musica blues, leggere Calvino, Hemingway e Pavese, e vedere film d’autore di quei registi dai cognomi complessi che conoscono solo quelli che studiano al DAMS. Tuttavia, i genitori di Emilio si accorsero presto di essersi sbagliati. Il loro figlio, difatti, non era superdotato ma era, appunto, distratto e nella sua mente dominava il caos.

La sua mente era, come ammette Emilio stesso, paragonabile a una pagina di Wikipedia dove ogni parola blu apriva una pagina verso un altro mondo. Ogni conversazione che iniziava su Italo Calvino per esempio, poteva proseguire parlando dei partigiani, passando per una chiacchierata sull’ONU, proponendo poi un viaggio in Taiwan, e senza far capire all’incredulo interlocutore cosa stesse succedendo.

Mi è piaciuto molto leggere questo libro, forse perché sono di parte visto che i personaggi strani mi hanno sempre affascinato. I protagonisti peculiari sono quello che più mi piace di Palanhiuk e Coupland per esempio, ma anche quello che provo a inserire in quello che scrivo. Nel caso di Emilio ci ritroviamo di fronte a un personaggio che colleziona aneddoti trovati in notizie sparse in siti internet di tutto il mondo, e che ricopia in una rivista gratis distribuita sugli autobus. Scrive questi aneddoti su un quaderno con un’arancia sulla copertina e li conserva per poi usarli anche come soggetti di sceneggiature rifiutate puntualmente dal suo agente.

Emilio guidato dal caos della sua mente si ritrova all’improvviso a dover collaborare con un gruppo di commedianti strampalati che non fanno ridere, capeggiati dal fratello con cui ha una relazione più confusa di quanto sia la sua mente. Questa collaborazione, di cui non svelo i particolari, porta a un’improvvisa rapina, prima di una lunga serie, così surreale e fuori dalla norma da far riaffiorare alla mia mente I soliti ignoti. Tra quei commedianti e colleghi di rapine troviamo Livia, di cui Emilio si innamora. Ma per poter conquistare Livia, Emilio deve sopportare l’intera compagnia dove i singoli elementi vivono come una famiglia e si muovono sempre insieme. Ogni personaggio rappresenta un mondo a parte da scoprire, come quello con ciglia lunghissime e setose che non addolciscono lo sguardo, ma facevano piuttosto pensare a qualcosa di non umano. Un mammifero da pelliccia suadente con dentini acuminati che sanno apprezzare il sangue fresco.

Walter Fontana scrive con una costante ironia che ho incontrato in pochi autori. Mi ha ricordato a tratti il Gianluca Morozzi de L’era del porco di cui parlo qui, o i libri di Francesco Consiglio, di cui parlo qui e qui. Nessuna parte di questo libro mi ha annoiato, il caos mentale di Emilio e le comiche rapine sono arricchite oltre che dai suoi stravaganti personaggi anche da strani aneddoti, come quello complottista sulla possibile spedizione per lo sbarco sulla luna che, chissà, potrebbe diventare un film di successo, magari non ai livelli de I soliti ignoti ma sicuramente meglio di tanta spazzatura che riempe i cinema oggigiorno.

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