Una casa editrice

Grazie alle promozioni del web store Bookrepublic scopro spesso autori poco popolari, che meritano di essere promossi e letti, soprattutto per la loro originalità. Tra questi autori ultimamente ne ho scoperti tre accomunati dalla stesse casa editrice, Laurana editore, che li ha pubblicati in una collana chiamata Reloaded. È una collana che pesca libri originali già pubblicati in passato e che ripropone in versione digitale.

Sono poche le case editrici che seguo, di solito cerco autori per le loro opere e non case editrici per i loro autori. Tengo d’occhio soprattutto le pubblicazioni di Guanda, di Baldini&Castoldi, della spagnola Blackie Books, e da poco anche di Laurana Reloaded.

Di questa casa editrice segnalo per il momento la mia recensione a I Giorni della lumaca di Riccardo De Gennaro, quella a Cargo di Matteo Galiazzo e quella a Visto che siete cani di Walter Fontana.

In realtà Walter Fontana è abbastanza noto per i suoi sketch scritti per alcuni comici di Mai dire gol, ma i suoi libri non sono stati best seller. Matteo Galiazzo invece ha smesso di scrivere già da qualche anno, mentre Riccardo De Gennaro scrive per l’Unità e anche nel suo caso, i suoi libri non sono stati best seller. Sono tre autori italiani che apprezzo, per il loro stile, il loro sarcasmo e per i contenuti delle loro opere, a volte ermetici ma mai banali.

Di questi autori parlerò presto di un altro libro di Walter Fontana, Splendido visto da qui, e un altro di Matteo Galiazzo, Una particolare forma di anestesia chiamata morte, quest’ultimo pubblicato, guarda caso, da Laurana nella collana Reloaded.

basta smetto basta smetto basta smetto

4 commenti

  1. […] La narrazione è frammentata, ogni capitolo presenta gli avvenimenti di una giornata senza raccontare la storia. La storia difatti la costruisce il lettore addentrandosi tra le parole dell’autore che usa addirittura diversi stili tra i vari capitoli. Ci sono persino capitoli con finestre temporali che ripercorrono una vita. Ma la cosa più bella è che il lettore la storia la costruisce facilmente perché l’autore è abile a lasciare quei frammenti tutti chiari e stilisticamente bellissimi, senza annoiare. Ferrovie del Messico è letteratura che in certi momenti diventa elegiaca e strizza l’occhio persino a Dante con il personaggio bellissimo di Tilde, che veste i panni di Beatrice nel viaggio fisico e mentale del protagonista. Ho pensato tanto a Bolaño leggendo, altro autore enigmatico ed elegante che ha raccontato tanti viaggi tra paesi latinoamericani e l’Italia. Chiudo dicendo che il romanzo è stato pubblicato da Laurana editore, una bella realtà di cui avevo già parlato in questo mio vecchio post. […]

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